recensioni

Web reputation, cos’è e come migliorarla con il marketing inbound

Se sei qui è perché stai cercando di capire cos’è la web reputation, quanto incide sulla tua strategia di marketing, e come migliorare l’idea che i tuoi clienti hanno della tua azienda, attraverso il digital marketing. In questo articolo trovi una definizione, ma soprattutto alcune riflessioni sul modo in cui la reputazione della tua azienda incide sul tuo business e un esempio di strategia inbound per accrescerla. Curioso? Seguimi!

Costruire la reputazione on-line della tua azienda è un’operazione che richiede tempo. Non è sufficiente creare un logo accattivante, avere un sito web ben fatto e una pagina sui diversi social network. Devi dedicare tempo e denaro alla cura della tua comunicazione, ma soprattutto all’analisi del tuo pubblico, le tue buyer personas, devi comprendere i loro bisogni e il mercato all’interno del quale si muove la tua azienda.

Questi concetti sembrano scontati per un’azienda, ma posso garantirti che non lo sono affatto. Per comunicare efficacemente con tutti i tuoi stakeholders, ovvero quelle persone che hanno interesse per la tua azienda (tra questi anche i tuoi dipendenti, potenziali partner, e solo per ultimo il consumatore finale), devi conoscere molto bene i loro bisogni, i loro interessi e loro desideri. Solo così potrai individuare il giusto tono di voce, e costruire una brand identity davvero accattivante per gli utenti a cui ti rivolgi.

Dal modo in cui il tuo brand verrà percepito sul mercato dipenderà la tua web reputation, ovvero il modo in cui il mercato, online, percepisce la tua azienda. La web reputation dipende infatti da come le persone parlano della tua azienda su social, forum, e sì, anche attraverso motori di ricerca.

Strumenti per misurare la tua brand reputation

misurare la propria web reputation

Come fare a gestire correttamente il tuo brand e, eventualmente, accrescerne il valore?

Misurare con degli strumenti la brand reputation sul web può aiutarti a comprendere meglio il tuo posizionamento di mercato.

Esistono online un’infinità di tools che possono aiutarti a capire quante ricerche ci siano su Google per il tuo nome brand, piuttosto che quante volte la tua attività venga menzionata sui social network.

Potrei compilare un lungo elenco di tool rimandandoti a ciascuno di essi attraverso un link. Ma che senso ha un’analisi quantitativa, di un fenomeno che è piuttosto qualitativo?

Ovvero, a cosa ti serve misurare dati come menzioni e volumi di ricerche, se non fai uno studio accurato del modo in cui il cliente percepisce il tuo brand e del suo livello di soddisgazione?

Vero è che puoi renderti conto dell’andamento delle ricerche e delle menzioni, e delle interazioni. Ma, fatto ciò, come fai a capire, da questi dati, come migliorare la reputazione della tua azienda?

Ecco perché ho deciso di non fornirti alcun elenco. Nessun tool in particolare.

Preferisco linkarti un articolo di Eve Milano in cui questo elenco è già disponibile. Non credo abbia senso riproporti un contenuto di questo tipo. Ho persino forti dubbi sulla sua utilità.

Piuttosto, monitora l’andamento della tua comunicazione da Google Trends, se sei una grande azienda, o dagli Insight dei tuoi canali social ufficiali.

Seguire i dati è utile, ma in questo articolo voglio farti riflettere sull’opportunità di fermarti a riflettere.

Comprendere il punto di vista del tuo cliente è la chiave per migliorare la reputazione della tua azienda. Il altre parole, devi metterti nei panni dei tuoi clienti. Non è facile. Ma è indispensabile.

Brand reputation in pratica

recensioni

Cos’è la brand reputation? Te lo spiego con un esempio pratico.

Stai facendo shopping nel cento storico della tua città. Hai bisogno di acquistare un nuovo paio di occhiali da sole, ma il tuo budget, come spesso accade, non è infinito. Il commesso del negozio in cui ti trovi ti propone una vasta gamma di alternative tra cui scegliere.

Tutte le montature sono alla moda, il design è curato, ma, chissà come mai, ti ritrovi a provare quelli della collezione dello scorso anno, prodotti da stilisti particolarmente famosi, che hanno un prezzo in saldo.

Avresti potuto scegliere un prodotto, forse più attuale, di un brand meno noto. Eppure avere sul naso un paio di occhiali da sole di un famoso designer italiano è più accattivante.

Ecco, la brand reputation è quella che ti spinge a preferire un prodotto piuttosto che un altro. Il livello di appetibilità della tua azienda. Quell’elemento intangibile, chiamala reputazione, che ti induce a scegliere tra due prodotti con caratteristiche simili, o a percepire maggior valore in un prodotto, piuttosto che in un’altro.

Come costruire o migliorare la propria web reputation?

mattoncini lego metafora di costruire il brand

Costruire tua web reputation significa promuovere il tuo brand online.

Per farlo non è più sufficiente far conoscere il tuo marchio attraverso le cosiddette campagne di branding. Sono spesso molto costose perché devono far girare il tuo marchio, ma il costo di acquisizione cliente è spesso molto alto, soprattutto se non riesci a rendere i tuoi nuovi clienti davvero acquirenti soddisfatti, se non riesci a proporre esperienze d’acquisto uniche e irripetibili.

In questo caso, infatti, le persone insoddisfatte potrebbero parlare male della tua azienda e, ritorcertisi contro, come un boomerang. Scatenare un putiferio sui social non è così complicato.

Oggi, per aumentare la  web reputation della tua azienda devi riuscire a creare una community. Ne parlavo proprio qualche giorno fa con Gianni Bianchi, CEO di Sintra Consulting. Devi riuscire ad attrarre utenti interessati a ciò che fai con contenuti di valore.

In altre parole devi dare, se vuoi ricevere.

Su questo assunto si basa il marketin inbound, un approccio al mercato che si contrappone all’outbund marketing. Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta.

Web reputation e Outbound Marketing

L'effetto del telemarketing è il fastidio

Outbound, letteralmente significa in uscita. Inbound, in entrata. Parlando di marketing, outbound indica tutte quelle modalità promozionali che si muovono dall’azienda al cliente, per intenderci, tutte quelle forme di comunicazione in cui l’azienda intercetta l’utente e gli propone un’offerta commerciale.

Telemarketing, advertising classica (pubblicità televisiva, su carta stampata, in affissione, statica o dinamica, piuttosto che radio), ma anche gli spot su YouTube che ti propongono prodotti o servizi, più o meno correlati a ciò che stai guardano, o l’inserzione che intasa la tua bacheca su Facebook sono tutte forme di promozione che possono essere catalogate come outbound marketing, altrimenti chiamato interruption marketing.

Tutti gli strumenti appena citati, infatti, interrompono l’utente per proporgli un messaggio promozionale in un momento in cui questo sta facendo altro. Ecco alcuni esempi.

Sei a lavoro, squilla il cellulare, rispondi e senti la voce dell’ennesimo operatore che ti contatta per proporti la sua fantomatica offerta. Ma tu sei a lavoro. Non hai il tempo né la voglia di rispondere. Il risultato è che la chiamata non fa che irritarti e interrompere ciò che stavi facendo fino ad un istante prima.

Stai guardando il tuo film preferito. Pubblicità. Interruzione. Lo spot di quell’auto che, tanto, non potrai mai permetterti. Zapping. Finché il film non ricomincia. 

Sei in macchina, il tuo programma radio va in stand by, parte lo spot. Quante probabilità ci sono che l’argomento promosso sia di tuo interesse, o che (addirittura) generi una vendita? Poche.

Certo, questi canali non sono affatto inutili. Anzi, contribuiscono alla creazione di una forte brand identity, hanno un impatto considerevole.

Ma spesso, a meno che la tua azienda non abbia budget pubblicitari adeguati, risultano inaccessibili, costosi e poco utili nel breve termine.

In altre parole, se hai la possibilità di pianificare campagne che prevedono un’adeguata pressione pubblicitaria, ovvero che vengono mandate in onda per un numero sufficiente di volte al giorno, e per un numero adeguato di giorni, è probabile che questo abbia un riscontro nelle tue vendite.

Ma se hai budget esigui, inferiori a qualche centinaio di migliaia di euro, ti consiglio di studiare strategie alternative.

Una strategia inbound per la tua reputazione online

INBOUND-MARKETING-MADD

A differenza dell’outbound, il marketing inbound viene detto anche permission marketing. Si tratta di quelle strategie di promozione basate sul rispetto dell’utente, a cui le aziende chiedono il permesso.

L’approccio di questa filosofia vuole conquistare la fiducia dell’utente a suon di coccole.

L’obiettivo non è la vendita. L’obiettivo è deliziare i clienti, renderli non solo soddisfatti, ma addirittura evangelisti della tua azienda. Superare le loro aspettative in termini di servizio clienti. Ottenere recensioni positive.

Le persone che raccomandano la tua azienda hanno più credibilità della stessa azienda. Ed è la ragione per cui, se ci pensi, quando cerchi informazioni online su un determinato prodotto o servizio, associ la ricerca alla parolina magica “opinioni”.

Il parere di chi ha già provato il prodotto costituisce spesso il momento zero della verità del tuo potenziale cliente. Anche in questo caso ti faccio un esempio.

Un esempio di strategia inbound

UNA STRATEGIA INBOUND

Stai per aprire il tuo nuovo ristorante. Un progetto a cui lavori da mesi. Sai cosa vuoi offrire, hai allestito una sala nei minimi dettagli e curato la scelta del menù e dei collaboratori. Ma non sai ancora come si chiamerà. Hai bisogno di ispirazione.

Cerchi “esempi di nomi per ristoranti”, e trovi un post in cui ti vengono date idee interessanti sul modo in cui potresti chiamare il locale. Apprezzi il post e in più scopri Oneminutesite.it, una piattaforma che ti permette di creare un sito web anche a costo zero. Quasi quasi decidi di provarlo. Ma non hai tempo e rimandi.

L’apertura del tuo ristorante (ormai sai anche come si chiamerà) è prossima. Vuoi gestirlo senza commettere errori, cerchi online dritte e suggerimenti che possano tornarti utili. La tua nuova query è “errori da non fare in un ristorante di successo”. Al terzo posto ritrovi un articolo di Oneminutesite.it. 

L’indirizzo web, già familiare, ti induce a cliccare. Il post è interessante, i consigli sono validi. Quasi quasi decidi di provare quella piattaforma per creare il sito web della tua azienda. Ti registri, ma rimandi a dopo la creazione del sito.

Da quel giorno ricevi periodicamente delle newsletter, poco invasive (massimo 1 a settimana) che ti invitano a lavorare sulla piattaforma, o a leggere il nuovo articolo che ti spiega come creare un menù perfetto per i tuoi futuri clienti.

Puoi seguire quel consiglio, approfondire e seguire la newsletter, oppure ignorarla. Ma se i contenuti che riceverai saranno sempre di valore, è probabile che tu decida di acquistare il tuo sito sulla piattaforma.

A te la scelta: puoi fare da te o affidarti a un team esperto che realizzi il tuo sito in 7 giorni. Una promo ti inviterà a provare la versione business per 30 giorni. Basta inserire i dati della tua carta di credito. 

L’assistenza, gratuitamente, e con la massima cordialità e puntualità ti darà consigli e supporto per realizzare il tuo sito web, lasciandoti puntualmente col sorriso sulle labbra. Quel sorriso sarà ciò che farà la differenza. È questo che genera davvero valore.

Inbound marketing e web reputation

ATTRARRE I CLIENTI

Riassumendo, ecco i 4 pilasti del marketing inbound, quelli che ti faranno acquisire, nel tempo l’autorevolezza che cerchi, ovvero la capacità di:

  • attrarre utenti sconosciuti, ma interessati ai tuoi servizi, attraverso la SEO. Diventare autorevoli laddove le persone cercano informazioni. Attualmente quel luogo sono i motori di ricerca.
  • trasformarli in contatti, e quindi opportunità, attraverso contenuti interessanti e utili per loro
  • chiudere accordi commerciali in grado di generare valore
  • deliziarli, instaurando con loro un rapporto di collaborazione e fiducia che miri a farli diventare evangelisti del tuo brand

Questo, nel lungo periodo significa fare marketing efficace, senza dover avere accesso, necessariamente, a budget astronomici.

La bella notizia è che anche una piccola media impresa può costruire una strategia di marketing inbound che preveda investimenti ragionati. Una strategia inbound, nel lungo periodo, concorre al miglioramento della tua web reputation. Crea valore per i tuoi clienti e loro ti, nel lungo periodo, ti sapranno ricompensare.

Ti piace l’approccio del marketing inbound? Potrebbe essere la giusta strategia da usare per promuovere efficacemente la tua azienda. Se cerchi un consulente che ti aiuti a costruire la giusta strategia inbound, contattaci. Saremo lieti di aiutarti a costruire, nel tempo, la tua reputazione online.

CONTATTACI SUBITO