piano editoriale

Ricerca delle parole chiave

Keyword research: 3 free tools che devi usare + uno bonus

In questo articolo ti mostrerò come condurre una keyword research attenta con l’uso del buon senso e di 3 free tools fondamentali per trovare gli argomenti migliori da trattare. Quando si parla di ottimizzazione SEO, una delle leve principali del marketing inbound, è quasi impossibile non considerare questo aspetto fondamentale della strategia.

Senza un’analisi attenta di ciò che le persone cercano, del mercato, del livello di concorrenza e di una serie di considerazioni correlate, nessun progetto web ha futuro.

Chiunque voglia posizionare il proprio sito su Google ha l’esigenza di rendere comprensibili le proprie pagine web alle persone e ai motori di ricerca. Solo in questo modo è possibile intraprendere quel percorso chiamato marketing inbound.

Farsi trovare sui motori di ricerca da persone interessate a ció che vendi è …una bella frase. In soldoni significa che devi essere in grado di scrivere articoli che si posizionino in prima pagina, (possibilmente entro i primi 5 risultati, eh!) per parole chiave digitate da persone che hanno un bisogno. E tu riesci a soddisfare le loro necessità, con il tuo articolo, la tua pagina o con la tua scheda prodotto.

Per trovare le giuste parole chiave devi avere buon senso

Se stai cercando una mera lista di free tool, probabilmente questo non è l’articolo che fa per te, eppure ti chiedo di continuare a leggere perché scoprirai che lo strumento migliore che puoi utilizzare è gratis e può svoltare totalmente il risultato del tuo lavoro. Questo strumento si chiama buon senso (e capacità di osservazione). La stessa che serve per ottenere visibilità sui motori di ricerca.

Nella delicata fase della keyword research (ad esempio per la definizione di un piano editoriale), è fondamentale individuare argomenti realmente cercati dalle persone, ma non è l’unico requisito.

Occorre valutare il numero di risultati presenti nel database per una keyword, e il livello di concorrenza.

Lo sforzo necessario per apparire per la query “keyword research free tools” vale la posizione che l’articolo si conquisterà in S.E.R.P.?

E se poi i free tools di cui parlo non te li do? Dai scherzo.

Partiamo subito dalla lista dei 4 strumenti da cui non puoi prescindere per comprendere questioni come:

  • Individuazione della struttura di un sito in base a ciò che interessa alle persone (mi spiace, non all’imprenditore)
  • Piano editoriale per Blog
  • Indicizzazione di qualunque pagina web

In tutti questi casi, se scegli parole chiave irraggiungibili, perché troppo generiche, o perché la concorrenza è tanta (e tale che la tua pagina web non verrà mai trovata se non dai consultatori seriali più spietati, che di solito sono bot) la strategia sarà fallimentare.

3 strumenti gratuiti per la keyword research

In cima alla lista degli strumenti che di solito uso per scandagliare Internet, c’è la barra di ricerca di Google.

No, non scherzo. Osservare il modo in cui il motore di ricerca risponde alle query è una interessantissima attività che può essere foriera di interessanti riflessioni. Ecco perché.

Tool #1: L’importanza del suggeritore

Una delle risorse che utilizzo abitualmente per indagare sul mercato digitale è uno strumento che chiunque conosce, ovvero la barra di ricerca di Google. Tecnicamente chiamata Suggest.

Il suggeritore di Google dà informazioni all’utente che possano semplificare la ricerca di informazioni all’interno del suo database. In questo modo ti sarai accorto che scrivendo una parola, il motore di ricerca ti suggerisce una o più correlazioni.

Le parole che vengono correlate alla query digitata dall’utente sono di fatto quelle più spesso associate a questa dagli utilizzatori della rete.

Facendo una semplice esplorazione attraverso Google Suggest è già possibile accorgersi di aspetti di un argomento che non avevi immaginato e che invece le persone cercano.

L’operazione di affinamento della query, detta refine, è un percorso alla scoperta di associazioni semantiche e significati a cui forse non avevi pensato.

Come procedere?

Google. Scrivi una parola che rappresenti l’argomento per cui vorresti che i tuoi articoli fossero trovati.

Dai uno spazio e aspetta. Nemmeno tanto eh! In un nanosecondo appaiono sotto la barra di ricerca e una serie di parole chiave correlate. Scegline una, quella più pertinente all’argomento che vuoi affrontare. Dai ancora spazio. La coda si allunga. No, non sono impazzita, mi riferiscono alla specificità del termine via via che affino la ricerca. Ecco alcuni screenshot.

refine

Schermata da Google Suggest

numero di documenti che concorrono a una keyword

numero di risultati

Quello che ne deriva è che le parole chiave generiche hanno in genere alta concorrenza. Mentre le parole chiave specifiche rappresentano ricerche di nicchia, con volumi di ricerca più bassi, ma più facili da raggiungere.

Tool #2: Il pianificatore delle parole chiave

Il secondo strumento gratuito di cui voglio parlarti è Keyword Planner, ovvero lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads.

Si tratta di un algoritmo che restituisce informazioni rispetto a parole chiave digitate dagli utenti per cercare prodotti, servizi, informazioni su Google.

Lo strumento consente agli inserzionisti di comprendere il volume di ricerca di ciascuna parola all’interno del database, espresso in una media mensile. In altre parole possiamo sapere quante persone in media, ogni mese, digitano una determinata parola. Se la parola non ha una media di ricerche allora si tratta di volumi trascurabili.

Altre informazioni disponibili sono il livello della concorrenza, che può essere alta, oppure media, oppure bassa.

Puoi inoltre conoscere altre parole correlate dalla dashboard dello strumento, che puoi mettere in ordine di pertinenza.

Insomma un pozzo di informazioni per chi ha fame di conoscenza.

Quello che ti raccomando è di non pensare a intercettare necessariamente parole chiave con alti volumi di ricerca.

Quantomeno non subito. Le keyword che hanno elevati volumi di ricerca sono generiche e l’intenzione di ricerca è spesso poco chiara, anche all’utente.

Chi digita “sedia”, ad esempio, di cosa ha bisogno?

Chi digita invece “poltrona da ufficio in pelle“ sa bene cosa sta cercando e probabilmente l’intenzione di ricerca è quella di acquistare.

A te, che vendi arredamento, interessa intercettare bisogni specifici, non generici.

Allo stesso modo, chi cerca “marmellata di more”secondo te vuole la ricetta o vuole acquistarla? Beh, non lo sa neanche Google. Probabilmente la ricetta.

Se provi a digitare e questa query ti accorgi che ti compariranno sia ricettari che eCommerce. Ma i primi saranno in prevalenza. E sono colossi dell’informazione culinaria, contro i quali competere è davvero difficile.

Tu che vendi marmellata di more invece dovresti comparire per parole chiave come “vendita marmellata di more”. Questa parola chiave viene digitata da molte meno persone rispetto a “marmellata di more”. Eppure ti assicuro che le persone che raggiungerai saranno esattamente quelle che stanno cercando il tuo prodotto.

Tool #3: Answer the Public

Il terzo strumento di cui voglio parlarti è un simpatico tool gratuito che ti permette di indagare su quelle parole chiave che a questo punto ti sembrano più appropriate. Si tratta di Answer the Public.

Inserendo la query su cui vuoi informazioni, il software estrapola una serie di :

  • domande intorno alla parola chiave
  • preposizioni cercate su internet che contengono la nostra keyword
  • parole chiave correlate per ordine alfabetico

Puoi scaricare tutte queste informazioni in comodissimi file Excel pronti da filtrare oppure goderti la vista dei mirabolanti e utilissimi grafici creati dallo strumento. Sei curioso di vederli?

Ecco alcuni screenshot che ti mostrano la potenza di questo strumento, che puoi consultare anche gratis.

Question Answer the publicproposition answer the publicparole correlate

Elenco alfabetico di parole correlate alla keyword

 

Queste parole sono davvero molto interessanti se devi scrivere un articolo, o una pagina web, e vuoi esplodere al massimo il campo semantico dell’argomento che stai trattando. Ti suggeriranno le questioni che sono più a cuore al pubblico che vuoi intercettare. Un’ottimo strumento che se fai SEO non puoi non conoscere.

Tool bonus: Keyword Tool di Eve Milano

Vuoi una chicca? Fai un giro su Keywoord Tool, uno strumento free ideato da EVE Milano per la keyword research.

Inserendo una parola chiave il software restituisce una serie di parole chiave, in una vista piatta, o ad albero. Si tratta del risultato dell’incrocio dei dati di provenienti da Suggest, che trovo molto comodo.

Puoi subito scaricare le tue parole chiave e incollarle sullo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google e ottenere i volumi di ricerca delle tue keywords. Una scorciatoia interessante che ti suggerisco di sperimentare.

Giovanni Sacheli, oltre che essere l’autore di EVE Milano, è consulente SEO e Google Ads per Searcus Swiss Sagl, agenzia SEO svizzera specializzata in Search Marketing dal 2010.

Dalla keyword research alle parole obiettivo

La keyword research, ovvero lo studio strategico condotto a monte di un progetto web porta alla formulazione di una lista di parole chiave (o argomenti) da intercettare.

Questo è il momento in cui vengono costruite le basi della strategia. Se sbagli qui, perdi.

Puoi creare un sito web meraviglioso con effetti speciali e grafica accattivante ma se il titolo della pagina (che dovrebbe indicare l’argomento principale della pagina web) è “Benvenuti nella nostra atelier”, c’è qualcosa che non va.

Evidentemente chi ha creato la pagina non ha pensato né all’utente, per cui è importante avere sempre tutto chiaro, né al motore di ricerca, che non riesce a comprendere bene il contenuto.

È un po’ come se stessi dicendo a Google che l’argomento principale è “benvenuto ecc…”, ovvero stai dando al motore di ricerca informazioni poco rilevanti sul contenuto principale della pagina.

Se invece decidi di chiamare la tua pagina “Atelier Rossi, confezioni sartoriali da uomo ad Arezzo” stai dando molte informazioni pertinenti con la tua attività. Oltre a dire cosa fai, indichi a chi ti rivolgi e la località in cui ti trovi. Ottimo.

Keyword research, free tool ed empatia

Attraverso l’osservazione delle pagine di ricerca (S.E.R.P) e l’uso di alcuni strumenti è possibile comprendere il modo in cui le persone cercano informazioni su Internet. Affidarsi a un professionista che conosce bene le dinamiche della rete, e che abbia sufficiente empatia, potrebbe rivelarsi un investimento che a lungo termine puoi capitalizzare.

Guadagnare visibilità implica un lavoro editoriale e strategico che non puoi trascurare. Avere un blog non significa pubblicare articoli con una cadenza periodica. Significa offrire soluzioni che i tuoi potenziali clienti possono apprezzare. Per farti conoscere, online, devi aiutare le persone. Esattamente come ho fatto io con te, parlandoti dei tre free tool di cui ti ho raccontato in questo articolo.

Interroga il motore di ricerca, scopri quali tipologie di risultati mostra Google a determinate parole intenzioni di ricerca. L’utente che digita una determinata query vuole acquistare, vuole informazioni o ha un intento puramente navigazionale? Rispondi a queste domande ogni volta che pensi ai titoli del tuo piano editoriale, e l’efficacia del tuo lavoro aumenterà drasticamente.

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5 Luglio /
Coordinare Piani editoriali con tecniche Data Driven

Content Marketing – Coordinare Piani editoriali con tecniche Data Driven

Coordinare un piano editoriale per un Blog è una sfida affascinante che mette insieme creatività, capacità di scrittura, analisi dei big data, coordinamento di risorse, competenze di User Experience e conoscenze di SEO tecnica.

In questo articolo mi occuperò di come, attraverso l’analisi dei dati, sia possibile individuare e coordinare un piano editoriale per ecommerce che integri il posizionamento SEO organico del catalogo e intercetti interazioni nella Customer Journey degli utenti web, veicolando traffico di utenti potenzialmente interessati ai nostri prodotti e quindi traffico altamente qualificato e produttivo in ottica di ROI.

Tale metodologia di big data analytics è stata applicata con successo su diversi casi in cui Sintra Digital Business ha supportato redazioni e team di scrittura per indirizzarli verso scelte semantiche più corrette relativamente ai risultati di ritorno sull’investimento e per la costruzione di frameworks di lavoro condivisi e produttivi.

In particolare illustreremo parti del lavoro effettuato sul Blog Hinelson che ha portato, nel giro di 3 mesi, alla produzione di circa 119 articoli per il contenitore editoriale. Il risultato è stato +179% di traffico (comparato all’anno precedente) e oltre il +200% in termini di fatturato e numero di conversioni per l’ecommerce ad esso collegato.

I dati messi a disposizione dal tracciamento Digital Analytics ci consente di individuare, attraverso una corretta importazione e categorizzazione:

  • aree forti e deboli di posizionamento organico;
  • ispirazione per le keywords conversazionali che ruotano intorno ai prodotti/servizi;
  • interessi collaterali (topics) dei nostri utenti più attivi e che convertono di più.

Le basi dati oggetto di analisi vengono raccolte e trattate da differenti fonti, da strumenti gratuiti e a pagamento come ad esempio:

  • Search Console
  • Google Analytics
  • SemRush
  • Answers the public
  • Screaming Frog
  • Google Docs
  • Google e Bing Ads
  • Google Trends
  • Tag Manager

Ovviamente la suite può essere modificata con software equivalenti o ancora più specialistici, nel caso di mercati o nicchie particolari. L’obiettivo principale della consulenza offerta è proprio quello di semplificare la complessità di un mare magnum di possibili query e keywords di ricerca dell’utente.

In un mercato altamente competitivo come quello della nautica, per effettuare una pesca dell’utente efficace è necessario individuare: dove siano i pesci che ci interessano e noi ancora non siamo presenti, dividere e condividere i compiti fra tutti gli specialisti (in modo da essere consapevoli delle potenzialità) e fornire loro degli obiettivi raggiungibili e gratificanti.

Analisi dei topics per il Calendario Editoriale

Il primo passo per avviare il coordinamento del piano editoriale è effettuare una mappatura del posizionamento delle pagine principali del dominio e delle sua aree semantiche prevalenti e le aree scoperte. A questo si affianca una Audit tecnica del sito per migliorarne performance dal punto di vista della crawlability e SEO on-site.

Analisi dei topics per il Calendario Editoriale

Utilizziamo il termine mappatura proprio perché ciò che facilita la decisione e supporta al meglio i team nelle scelte condivise è una renderizzazione grafica dell’esistente, estremamente semplice ed intuitiva, che faccia comprendere con un colpo d’occhio le aree scoperte e le attività da perseguire.

La mappa di calore, sviluppata come contenitore finale delle informazioni è una delle attività principali che guidano quindi la pianificazione e il controllo sull’attività editoriale.

esempio di mappa di calore per piano editoriale

I dati vengono importanti da differenti fonti in Google Docs e le tabelle multidimensionali contengono nelle colonne A e B e nella Riga 3 le combinazioni dei Topics principali.

E’ necessario sapere che il motore di ricerca ragiona attraverso dizionari, tassonomie e correlazioni di termini simili, ma è anche necessario comprendere come tale tassonomia non possa essere coperta completamente ed è quindi necessario stabilire delle priorità di azione nella scelta degli argomenti.

Tanto più saremo efficaci nel coprire in modo coerente il dizionario e le sue intrinseche correlazioni semantiche, oltre che rispondere alle domande degli utenti, tanto più il motore di ricerca premierà il nostro lavoro.

Quindi la mappa è un utile strumento per mostrare i dati in più dimensioni e nella loro evoluzione temporale in termini di:

  • Impressions;
  • Click;
  • Posizione media;
  • Numero di articoli prodotti;
  • Numero di articoli da pubblicare;
  • Competitività media delle query per ciascuna topic;
  • Stagionalità;
  • Editor a cui è assegnata l’area di pubblicazione (e quindi facilitando la misurazione delle performances di ciascun contributore del piano editoriale).

Analisi dei Trend e delle Stagionalità

Altro nodo, una volta individuati i topics principali del nostro piano editoriale, è quello di decidere e coordinare quando questi dovranno essere online e sviluppare tabelle predittive che individuino l’incremento atteso in termini di:

  • Miglioramento Clic e CTR in virtù del posizionamento medio per le keywords potenziali, con posizionamento basso;
  • Tempo di posizionamento delle nuove keywords ancora non intercettato a seconda dell’indice di competitività.

Analisi dei Trend e delle Stagionalità

Esso consente di scandire l’arco temporale ottimale di pubblicazione, che va valutato su variabili come:

  • Anzianità del dominio;
  • Authority domain;
  • Piattaforma tecnologica e integrazioni con search console;
  • Iscrizione al centro editori Google/Bing.

Dall’analisi delle curve di ricerca sui trend stagionali è possibile evidenziare il punto di comparsa delle query, massimo picco del trend riferito all’anno precedente e proporre in modo proattivo il calendario di pubblicazione e l’organizzazione interna della redazione dei contenuti e le sue declinazioni (Social, Video, Eventi etc).

Ispirazione e Revisione delle proposte di Articoli

A questo punto, (definiti i topics, la quantità di articoli per ciascuno di essi e il timing di pubblicazione) gli editors e contributori iniziano a proporre gli articoli concordando tone of voice, lunghezza dei contenuti, ricercano contenuti embedded (video e podcast) e inbound. Vanno così ad integrare, evidenziare e scegliere nella stessa matrice di calcolo le liste di keywords proposte e loro volta categorizzate. In cambio ricevono dellallo Staff di Sintra revisioni cicliche relativamente a keywords conversazionali ed esempi di altri articoli simili e Benchmark.

Questo consente un ricalcolo ciclico delle mappe e quindi un controllo di alto livello in contesti editoriali complessi.

Revisione del pregresso, Linee guida di scrittura e Refine Articoli

Ultima parte del lavoro di supporto al piano editoriale è il refine dei risultati di posizionamento raggiunto. Tali risultati, riportati nelle mappe vanno a definire gli scostamenti tra risultato atteso e risultato ottenuto. Alla pubblicazione si affianca la revisione di uno specialista SEO che controlli e verifichi la qualità del lavoro dell’editor relativamente agli obiettivi e successivamente al posizionamento e alle azioni correttive che possono essere messe in campo.

Le revisioni sono un momento per condividere Linee guida e formazione alla scrittura in ottica SEO ed engagement.

Gerarchia dei tag e categorie del Blog

Altra parte cruciale nel coordinamento dei piani editoriali è la scelta delle keywords apicali, attraverso una strutturazione coerente dei tag e delle categorie che vengono spesso demandati alla fantasia dell’editor.

Tale indeterminatezza, pone i contenuti spesso in blog come WordPress, in una sorta di limbo di argomenti scarsamente organizzati e sbilanciati, generando alti carichi di traffico in pagine articolo e non valorizzando pagine potenzialmente importanti nella gerarchia di ricerca e navigazione.
L’organizzazione della mappa delle categorie e tag è configurata a partire dalla mappa multidimensionale dei topics e la selezione delle keywords generiche apicali ad alto potenziale di traffico.

Revisione Usabilità e collegamento della parte editoriale al Catalogo

Revisione Usabilità e collegamento della parte editoriale al Catalogo

Altra area spesso ignorata e non curata in progetti di content è l’usabilità e la revisione della linkbuilding interna. Essa rappresenta un nodo che aiuta a convertire più velocemente gli articoli, ad offrire contenuti inbound pertinenti per ciascuna area, pianificandone la produzione e l’implementazione anche ex-post, strategie social di diffusione e viralizzazione dei contenuti nei gruppi Social, creazione di relazioni di Digital Pr e linkbuilding esterna.

Risultati in 3 mesi di coordinamento del piano editoriale

Come già accennato, i risultati del lavoro portato avanti su Hinelson da un team di analisi e redazione di 6 persone ha prodotto in tre mesi 119 articoli, articolandosi su una mappa di circa 200 topics potenziali e selezionandone 27 di essi nella produzione di articoli trasversali dai prodotti e categorie, personaggi della nautica, dotazioni di bordo e manutenzione della barca, restauro, rotte e cartografia nautica, tipologie di barca, argomenti legati alle pratiche nautiche e porti.

Per i 27 topics su cui è stato prodotto contenuto circa il 35% hanno conquistato le posizioni Top Ten Google, mentre il 15% la Top Five con una copertura di circa 1200 nuove keywords di ricerca ogni settimana. Il 42% di esse ogni settimana contribuisce con nuovo traffico organico reimmesso e targettizzato a seconda degli atterraggi all’interno delle azioni di ADV online per il completamento del funnel di vendita.

 

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12 Giugno /