Digital Trend – News – Eventi

Rimani aggiornato sui Digital trend, sugli eventi organizzati da Sintra e sulle news del momento.
In questa sezione troverai argomenti interessanti su tutto ciò che riguarda il digitale per le aziende: dalla Digital Transformation, all’Industria 4.0 ed a tutto il modo del lavoro che si sta sviluppando intorno a questo trend.

Analisi e Trend per il Settore della Cosmetica… tra presente e futuro

Si sta avvicinando sempre più l’appuntamento annuale con il Cosmoprof  Worldwide Bologna,  previsto a metà marzo, ovvero il più importante evento internazionale sul mondo della cosmetica e della bellezza professionale, che ha sede nel capoluogo emiliano da oltre 50 edizioni.

Questo evento (con la presenza di oltre 250mila visitatori, cifra record, nel 2018) porta in Italia, sin dal 1967, tutte le aziende leader del settore beauty, insieme a buyer, operatori, ricercatori di novità e tendenze, stampa nazionale ed internazionale, riuscendo così a generare un indotto considerevole.

In questo appuntamento sarà anche presentata l’anteprima dei dati pre-consuntivo dell’ultimo anno (che dovrebbero poi essere ufficializzati nel mese di giugno).

Le prime anticipazioni mostrano un settore in salute, in crescita anche nel 2018, confermando i trend degli ultimi anni.

Nell’attesa dei dati ufficiali, intanto, possiamo dare uno sguardo ai numeri e all’andamento del settore cosmetico in Italia fino ad oggi.

L’ultimo “Beauty Report (2018)”, insieme ai dati del “Rapporto Annuale (analisi del settore e dei consumi cosmetici in Italia nel 2017)”, ci mostra una fotografia dettagliata riguardante il settore, i prodotti e i consumatori della cosmetica.

Come è posizionata l’Italia nelle classifiche del settore cosmetico?

Innanzitutto bisogna sottolineare come l’Italia rappresenti uno dei maggiori mercati mondiali del settore cosmetico.

Con oltre 10 miliardi di euro, i dati sulle vendite del 2017 collocano il nostro paese nella “top ten” assoluta e al quarto posto in Europa, dietro soltanto a Germania, Francia e Regno Unito, con gli Stati Uniti e la Cina che guidano nettamente la classifica a livello mondiale.

Negli ultimi anni sia l’andamento della produzione che quello dei consumi interni registrano nel nostro paese variazioni positive rispetto all’anno precedente ed è ampiamente superata la crisi di qualche anno fa (nel triennio 2012-2014 i consumi avevano infatti registrato un segno negativo).

Analogamente, dall’inizio del decennio è in salute anche il saldo commerciale (+13% nel 2018), grazie all’andamento positivo delle esportazioni.

produzione cosmetica italia

Grafico 1: La variazione % dei consumi e della produzione nella cosmetica in Italia rispetto all’anno precedente

saldo settore cosmetico

Grafico 2: Il saldo commerciale (% anno su anno) del settore cosmetico in Italia

Quale è il comportamento d’acquisto dei consumatori della cosmetica?

E’ in evoluzione anche il comportamento dei consumatori della cosmetica, che in questi ultimi anni sta cambiando in modo rilevante.

Il consumatore oggi non vuole più rinunciare al proprio benessere e pertanto ha una maggior propensione alla spesa in questo settore, ma, soprattutto, sta aumentando la consapevolezza nei confronti dell’acquisto.

Il cliente vuole essere infatti informato su ciò che compra, quindi cresce la ricerca di informazioni, di recensioni e di opinioni sui prodotti o sui brand, attraverso il web, i social, ecc.

Ciò può tradursi in meno acquisti, ma di maggior qualità e costo dei prodotti rispetto al passato, con una frequente multicanalità di acquisto ed un alto livello di integrazione tra canale online e offline.

Il consumatore della cosmetica è alla ricerca dei migliori canali che offrono il miglior rapporto qualità/prezzo e la vendita online, in costante e decisa crescita anno dopo anno, è uno di questi.

Il cliente che compra online è alla ricerca soprattutto di prezzi vantaggiosi e offerte speciali, ma questo canale viene preferito anche per l’ampia scelta che offre, per la disponibilità dei prodotti, per la comodità/rapidità nella fase di acquisto e per la possibilità di combinare prodotti.

Pur in presenza di tendenze generali, è chiaro tuttavia come alcuni fattori segmentino l’utenza della cosmetica in vari cluster ed ognuno di essi abbia le sue peculiarità.

L’età e la disponibilità economica sono due tra le variabili più importanti e naturalmente i comportamenti di ricerca e di acquisto della fascia di popolazione più giovani hanno differenze rispetto a quella di età più avanzata (pensiamo per esempio alla diversità tra una ragazzina di 15 anni e una signora di 60).

Il mondo dei consumatori, quindi sta evolvendosi e diventando sempre più consapevole, ma anche le imprese della cosmetica stanno fronteggiando in modo costruttivo i cambiamenti di questi ultimi anni, con dinamiche in crescita per ordinativi, fatturato ed export che portano ad andamenti generalmente positivi degli esercizi commerciali, dimostrando la buona reattività avuta nella fase negativa del sistema economico, che attraverso la lettura dei numeri sembra ormai lasciata alle spalle.

Come acquistano in Italia i clienti della cosmetica?

Quali sono i canali di vendita?

Gli ultimi dati disponibili sui volumi di vendita ci dicono che i canali “mass market” della grande distribuzione sono i più utilizzati (37%), seguiti dalle profumerie (20%) e dalle farmacie (18%).

E’ significativo ricordare che negli anni ’80 le profumerie coprissero oltre un terzo della quota di consumi, ma la varietà del mercato attuale ha modificato questi equilibri di vendita.

La grande distribuzione, per esempio, sta ampliando la sua offerta verso la GDO specializzata, che raccoglie sempre più consensi nell’utenza, così come le catene mono-marca, mentre il canale e-commerce (di nascita più recente rispetto a quelli più tradizionali e che attualmente si attesta al 3% delle vendite) ogni anno, dall’inizio del decennio, ha registrato significativi aumenti nei volumi di vendita rispetto all’anno precedente (dato confermato anche dalle anticipazioni relative al 2018) e pare destinato ad aumentare sempre più la quota di mercato, soprattutto per le fasce di età più giovani.

canali vendita cosmetica italia

Grafico 3: i canali di vendita della cosmetica in Italia nel 2017

Sul lato dell’offerta di prodotti, le categorie dei prodotti viso e dei prodotti corpo si dividono la leadership per quanto riguarda le vendite al dettaglio nell’ultimo anno (17% ciascuna), seguiti dai prodotti per l’igiene corpo, dalla profumeria alcolica e dai prodotti per capelli (tutti e tre al 12%).

vendita dettaglio cosmetica italia

Grafico 4: le vendite al dettaglio della cosmetica in Italia nel 2017 per tipologia

Come la tecnologia influsisce nel settore della cosmetica?

Per concludere, abbiamo visto come il mondo della cosmetica sia in continua evoluzione e come le nuove fasce di mercato, prevalentemente per la generazione più giovane, abbiano specifiche esigenze: sentirsi/vedersi bene, vivere esperienze, avere prodotti personalizzati ed immediati.

Le nuove tecnologie stanno muovendosi rapidamente per conquistare questo segmento di mercato, per esempio attraverso lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) la cui applicazione, tramite la raccolta di dati e gli studi di mercato, può permettere la personalizzazione dei prodotti per le necessità di ogni singolo consumatore.

In questo modo diventa possibile ottenere prodotti specifici, con molteplici variazioni (di ingredienti, colori, ecc.), che rispondano ai fabbisogni del singolo, passando così dal prodotto di larga scala a quello personalizzato e coinvolgendo il cliente con nuove esperienze e nuove emozioni.

 

Fonti:

https://www.cosmeticaitalia.it/centro-studi/Beauty-Report-2018/

https://www.istitutopiepoli.it/2018/07/nuovi-canali-per-la-cosmetica-in-italia/

https://www.istitutopiepoli.it/2018/03/la-cosmetica-in-italia-cosmetici-green/

http://www.humanhighway.it/trend/lecommerce-della-cosmetica-nel-2017.html

Formazione in Azienda: un’opportunità sia per i lavoratori che per le aziende

Quanto è importante che le aziende investano in formazione?

Sicuramente il processo formativo ha ormai assunto all’interno delle aziende un ruolo strategico.

L’incremento e il potenziamento delle conoscenze e competenze dei propri lavoratori permette loro di sviluppare saperi utili e all’azienda di rimanere competitiva su mercati in continuo mutamento.

E’ opportuno che le imprese si facciano produttori di competenze e che vedano la formazione come un investimento sul futuro.

Come rendere un percorso formativo efficace e come attivarlo?

La formazione continua è fondamentale per l’azienda per investire nell’aggiornamento e nella qualificazione dei propri dipendenti.

Al fine di rendere un percorso formativo il più efficace possibile si devono seguire le seguenti tappe:

  • Analisi dei fabbisogni: in questa prima fase vengono individuati i fabbisogni formativi che possono derivare da tre categorie:
    • fabbisogni organizzativi: esigenza che deriva da specifiche strategie organizzative;
    • fabbisogni professionali: esigenza che deriva dal gap tra le performance attuali e quelle desiderate;
    • fabbisogni individuali: esigenza del singolo lavoratore in funzione del suo sviluppo professionale.
  • Definizione degli obiettivi dei destinatari: dopo un’attenta analisi dei fabbisogni si è in grado di delineare gli obiettivi del corso formativo e i destinatari che vi parteciperanno.
  • Progettazione: definizione dei contenuti e delle modalità attraverso cui verranno formate le persone.
  • Erogazione del corso.
  • Valutazione dei risultati: capire l’impatto che la formazione ha avuto sui discenti, l’efficacia dei contenuti formativi rispetto ai fabbisogni, ed il ritorno che queste attività hanno avuto sull’attività lavorativa.

Gli strumenti che per incentivare le aziende ad investire in formazione sono i Fondi Interprofessionali (ai quali viene destinato lo 0.3% dei contributi versati per ciascun dipendente) i bandi europei e il credito d’imposta.

Tuttavia questi strumenti, seppur molto importanti, hanno dei vincoli che non permettono di seguire appieno i reali fabbisogni formativi dell’azienda per questo è fondamentale che anche l’impresa impari a destinare parte del proprio budget interno alla formazione.

Secondo la mia esperienza, investire nella formazione non solo rende i lavoratori più preparati, ma li rende anche più motivati, più proattivi poiché investendo su di loro l’impresa li rende parte attiva dell’intero processo aziendale.

Cosa sono i tirocini formativi e perché sono un’opportunità per le aziende?

Oltre alla formazione pensata per le persone già presenti azienda è necessario pensare anche all’ingresso di persone junior in azienda, neo-laureati o neo-diplomati e comunque persone che non hanno ancora acquisito competenze sufficienti per lavorare in un determinato ambito.

Il tirocinio formativo, sia curriculare che extracurriculare, permette ai giovani di calarsi gradualmente nel mondo del lavoro e diventa un importante strumento per l’azienda che ha modo di entrare in contatto con giovani talenti che potrebbero diventare parte del team aziendale.

In questo senso l’azienda diventa un ente formativo a tutti gli effetti, affiancando il sistema scolastico e professionale nella formazione di giovani che si adattano a questa modalità di inserimento nel mondo del lavoro vedendola anche come l’opportunità di farsi conoscere da una realtà aziendale che potrebbe valutarlo come futuro lavoratore.

Il tirocinio formativo può diventare quindi uno strumento utile che permette, reciprocamente, ad aziende e lavoratori di accrescere il proprio know how: alle prime, perché hanno modo di introdurre in azienda in modo più controllato (e possiamo ammettere anche più economico) nuove menti e nuovi saperi, per i secondi perché si possono introdurre in maniera più controllata in una realtà aziendale “sperimentando” le effettive dinamiche lavorative ed accrescendo le proprie competenze.

Cosa si intende per Formazione Tailor-made?

La formazione risulta un elemento sempre più essenziale all’interno della vita organizzativa di un’azienda, ma anche i percorsi formativi per essere maggiormente efficaci e portare effettivamente crescita professionale e miglioramento in termini di produttività devono talvolta essere scardinati dai vecchi sistemi e diventare delle vere e proprie esperienze.

Un recente articolo del Sole24Ore ha posto l’attenzione su formazioni sempre più utilizzate dalle aziende che si focalizzano in modo specifico sulle specifiche necessità organizzative, e che possono essere svolte

andando oltre i percorsi dei tradizionali master, costruendo progetti mirati che abbracciano l’intero spettro delle metodiche possibili: dalle sessioni d’aula tradizionali allo show-cooking, dai singoli eventi esauriti nello spazio di una giornata alle academy aziendali continuative.

Questo significa creare situazioni diverse per i lavoratori, farli uscire dalla propria zona di comfort, dare loro la possibilità di misurarsi, oltre che sulla parte tecnica anche sul senso di appartenenza, sull’imprenditorialità e sugli aspetti gestionali e relazionali. Dobbiamo ricordarci che non solo si formano lavoratori ma anche persone.

 

Fonte:
https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-12-19/formazione-tailor-made-tutti-coda-all-universita-122111.shtml?uuid=AEPR8Q2G&utm_source=dlvr.it&utm_medium=linkedincompanies&refresh_ce=1
https://excelsior.unioncamere.net/images/pubblicazioni2017/EXC2017-formazione.pdf
https://www.risorseumanehr.com/blog-hr/il-processo-di-formazione-del-personale
https://www.sistemiamolitalia.it/formazione-in-azienda/
https://www.leadershipmanagementmagazine.com/articoli/cambia-la-formazione-aziendale/
https://www.avvenire.it/economia/pagine/tendenze-formazione-a-misura-d-azienda

Come sta cambiando il mercato del lavoro e quali sono le nuove professioni?

Tempo di lettura: 3 minuti, Autrice: Valentina Chessa

Ormai siamo tutti consapevoli di come il mercato del lavoro sia cambiato e stia continuando a cambiare.

Siamo di fronte ad una costante trasformazione nel mondo del lavoro: che vede vecchi mestieri sparire, alcuni trasformarsi in qualcos’altro ed il nascerne di nuovi in base alle necessità dei business.

Quali sono i fattori che incidono sulla trasformazione del mondo del lavoro?

Te ne elenco alcuni che sicuramente hanno un impatto importante su questo cambiamento:

  • graduale invecchiamento della popolazione
  • globalizzazione
  • progresso tecnologico
  • rapida diffusione dell’ICT

Si parla di quarta rivoluzione industriale, di digital transformation, di nuovi paradigmi produttivi e nuovi modelli organizzativi, senza però tralasciare le ricadute che si sono avute sulla domanda di nuove competenze e professionalità.

Da una recente ricerca condotta dal Sistema Informativo Excelsior le tre principali criticità presenti nell’attuale mercato del lavoro sono:

  1. mismatch, cioè la carenza qualitativa e quantitativa di competenze;
  2. scarsa trasparenza nel sistema delle competenze e delle qualifiche;
  3. difficoltà di anticipare e prevedere le competenze richieste dal mercato.

Quali sono le competenze chiave maggiormente richieste?

Sempre dalla ricerca del Sistema Informativo Excelsior viene evidenziato come il tessuto produttivo sia sempre più orientato al mondo digitale così come lo sono le competenze chiave ricercate dalle aziende:

  • capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici, per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative;
  • possesso di competenze digitali, come l’uso di tecnologie internet, e capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale;
  • capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie digitali e robotiche, big data analytics, internet of thing, ecc., in linea con i processi aziendali.

Riprendendo ciò che dice il giornalista Andrea Granelli: 

la sfida è sia tecnica che culturale, non si tratta più di inserire in azienda tecnologie, computer, piattaforme applicazioni, etc., ma di associare alla componente tecnica anche quella umana e artistica.

Viene introdotto infatti il concetto di “artigiano del digitale” cioè colui/colei che ha “la capacità di concettualizzare, di astrarre, di riflettere, ha l’esercizio del pensiero critico, la mentalità indiziaria, l’abilità nel dare senso alle cose”.

Cultura digitale e e-skill

Emerge quindi l’importanza di una cultura del digitale e delle e-skill nella loro complessità, del modo di vivere il mondo digitale e di come le vecchie e nuove generazioni si approcciano a questo.

Diventa inevitabile investire sul capitale umano, orientare i lavoratori attuali e futuri tali ai nuovi sistemi e alle nuove tecnologie che vanno ad integrare e migliorare, non solo sostituire, i sistemi conosciuti fino ad oggi.

Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento – Darwin

Le parole d’ordine sono quindi flessibilità e adattamento, caratteristiche oggi fondamentali per restare competitivi nel mercato del lavoro.

Questi concetti devono essere tenuti ben in mente da tutte le parti chiamate in causa in questo continuo processo di cambiamento: lavoratori, aziende istituti/enti formativi e pubblica amministrazione.

Infatti se è vero che i lavoratori devono sviluppare nuove competenze, sia tecniche che trasversali, è altrettanto vero che gli enti formativi e la pubblica amministrazione devono dare tutti gli strumenti possibili alle persone e alle aziende per farle evolvere: per fare questo è fondamentale che ci sia comunicazione reciproca tra ambito formativo e tessuto produttivo.

L’Osservatorio delle Competenze Digitali mette in evidenza come il numero di laureati e diplomati provenienti da studi di tipo informatico sia insufficiente a coprire la domanda di professioni ICT, e la crescente difficoltà delle imprese ad attrarre e reperire profili adeguati alle nuove sfide.

Inoltre vi è una richiesta sempre più emergente di competenze digitali, anche in ambiti non strettamente legati all’ICT (come industria della moda, industria meccanica, Hospitality e settore pubblico).

Diventa importante capire quali possano essere gli strumenti che permettono quanto più possibile di colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro.

Riporto di seguito uno schema elaborato dall’Osservatorio delle Competenze Digitali 2017 dove vengono delineati gli interventi da valutare:

mercato del lavoro

E’ possibile dire che i benefici dell’innovazione sono quindi strettamente legati alla capacità della società di adeguare il capitale umano alla trasformazione digitale.

Di seguito inserisco alcune fonti che ho consultato per elaborare questo articolo:

  • Previsione dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2018-2022)” Unioncamere – ANPAL, Sistema Formativo Excelsior
  • Analisi della domanda di competenze digitali nelle imprese italiane per il 2017” Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2017
  • Osservatorio delle competenze digitali 2017. Scenari, gap, nuovi profili professionali e percorsi formativi” Agenzia per l’Italia Digitale
  • Osservatorio delle competenze digitali 2018” Agenzia per l’Italia Digitale

Digital Transformation: cosa è e cosa significa per le Aziende

Tempo di lettura: 3 minuti; Autore: Vincenzo Raimondo

Da qualche anno ormai tutti parlano di Digital Transformation.

Qual’è la definizione di questa buzz word?

Se lo chiedessimo a 10 persone avremmo 10 risposte differenti e tutto questo è normale, perché dietro queste due parole c’è un mondo.

Cercheremo di far capire, in base alla nostra esperienza, cosa può significare applicare la Digital Transformation.

La connessione ad Internet prima e lo smartphone poi hanno cambiato completamente la società e questo per le aziende significa confrontarsi con un nuovo mercato e con nuovi consumatori o semplicemente diversi.

Da qui scattano alcune domande: le aziende sono pronte? Cosa devono fare per essere pronte?
Devono trasformarsi possibilmente utilizzando il digitale.

Quasi sicuramente dovranno rivedere i loro modelli di business e l’organizzazione aziendale per rispondere alle richieste del nuovo mercato.

transformation digitale per aziende

Perché trasformarsi usando il digitale?

Perché ormai entrato nella vita di ognuno di noi e sta trasformando tutto.
Potremmo dire di vivere nella rivoluzione digitale, per fare un paragone con la rivoluzione industriale, ma con la differenza che non si fermerà.

Andrà sempre avanti con nuove opportunità da cogliere subito.

Quindi? Cosa significa Digital Transformation?

Sicuramente non è un problema tecnologico nel senso che sostituire o adottare un software non è digital transformation.

Introdurre un software che permette di risparmiare tempo in operazioni ripetitive e dedicare il tempo delle persone per i compiti dove il valore aggiunto dell’uomo è necessario è digital transformation.

Iniziare ad utilizzare il cloud per spostare il sito web da vecchio provider non è digital transformation, ma se scegliessimo il cloud per bilanciare il carico sul software ed essere immediatamente scalabile in risposta alle oscillazioni della richiesta allora sì è digital transformation pensando sempre all’utente/cliente.

Avere un conto PayPal e permettere ad un nostro cliente di trasferisci denaro digitalmente è digital transformation.

Avere qualcuno che costantemente monitora la rete per intercettare chi parla di noi, nel bene e nel male, o anche per apprendere quello che sta succedendo nel nostro settore è digital transformation, ma avere un sito aggiornato e mobile friendly ormai non lo è più.

Implementare lo smart working come riorganizzazione aziendale per venire incontro alle esigenze personali dei dipendenti è digital transformation, come utilizzare le videoconferenze per ascoltare e parlare più spesso con i nostri clienti o potenziali clienti.

Dare la possibilità ad un cliente, che riceve un prodotto guasto, oppure un prodotto non all’altezza delle sue aspettative, di entrare subito in contatto dal suo smartphone con il nostro customer care e risolvere la problematica in due minuti è digital transformation.

Inserire un software che permetta di ricercare velocemente negli archivi aziendali un documento molto vecchio, che parla di un particolare argomento, è digital transformation, così come migliorare e velocizzare alcuni processi manuali inserendo della tecnologia, hardware e software.

Diamo ora la nostra definizione di Trasformazione Digitale

Qualsiasi sia il tuo mercato di riferimento oggi devi entrare in contatto con i tuoi clienti prima, durante e post acquisto. Oggi, ed in futuro ancora di più, il cliente non compra solo il tuo prodotto, ma compra tutta l’azienda. Il posizionamento di mercato non è dato più dal prezzo dei tuoi prodotti, ma dal posizionamento dell’azienda intera.

Il Digitale può aiutarti nella trasformazione, ma devi ripensare alla tua visione sulle persone: clienti, collaboratori e perché no anche ai fornitori.

  • Prenditi cura dei tuoi clienti con delle persone dedicate alla customer care.
    Prevedi un CRM aziendale, che tutti i tuoi collaboratori interni potranno usarlo, dove inserire tutta la storia dei contatti con i clienti (passati, attuali e futuri) e dove potrai annotare anche una semplice telefonata.

 

  • Informa il mercato delle caratteristiche dei tuoi prodotti, ma non buttare lì due PDF sul sito.
    Crea una scheda prodotto ricca con immagini, video, testi e se fosse possibile recensioni VERE di altri clienti. Aggiungi alla descrizione del prodotto tutti i servizi che puoi offrire.
    Le schede prodotto devono diventare delle proprie landing page dove catturare contatti. Inizia a fare del vero e serio web marketing utilizzando tutti gli strumenti oggi a disposizione.

 

  • Crea un’area riservata a cui darai accesso solo ai clienti. Qui la tua azienda si aprirà ancora di più per esempio formando i clienti sull’utilizzo dei prodotti e darà tutte le informazioni possibili.
    I clienti potranno entrare in contatto tramite dei ticket e saranno ovviamente seguiti al meglio.

 

  • Internamente fai costantemente delle riunioni. Non parlare te, fai parlare le persone.
    Condividi con tutti sia le cose negative che i meriti che il mercato ti darà.
    Fai capire che è il risultato che conta e non solo le 8 ore di lavoro.

Migliorare se stessi per crescere professionalmente è possibile. La storia di Feny Montesano

Migliorare se stessi significa credere nelle proprie possibilità, avere una forte autostima, seguire le proprie passioni e, di conseguenza, crescere professionalmente.

In questo articolo ti racconto la storia di Feny Montesanoresponsabile delle pubbliche relazioni e ufficio stampa di Aruba.itA soli 33 anni, ricopre in azienda un ruolo di fondamentale importanza. Da quanto lei stessa racconta nell’intervista rilasciata a Nova Blog – de Il Sole 24 Ore, a fare la differenza è stata la sua autostima, e la capacità di credere nelle proprie possibilità. 

Feny Montesano, un esempio di crescita personale

Feny ha iniziato la sua carriera ad Arezzo, presso Sintra Consulting dove ha portato avanti il progetto di lancio del website builder Oneminutesite.it nel mercato UK, e questo è per noi motivo di grande orgoglio.

Nata a Valsinni, in provincia di Matera, in Basilicata, la vita di Feny è stata ricca di spostamenti e viaggi. Prima per motivi familiari, poi per scelte fatte in funzione della propria crescita personale, oltre che professionale.

Si laurea a La Sapienza di Roma – in Traduzione Tecnica applicata alla Comunicazione. Poi, si sposta a Londra, per una prima work expearience presso la “Portsmouth Film Society”, a Portsmouth, a sud di Londra.

Da li, a lavorare a Washington DC, come reporter, il passo è stato breve, o quasi. Probabilmente per via della sua intraprendenza, e della sua voglia di accrescere le proprie esperienze e migliorarsi.

Ti piacerebbe ricoprire un ruolo di responsabilità all’interno di una grande aziende? Fai come Feny, e come molte altre persone che non smettono di inseguire le proprie passioni. Vieni fuori da quella zona di comfort che sembra così comoda, ma che è, di fatto, una trappola per la tua crescita umana e professionale.

Amplia la tua zona di comfort e sarai più forte

abbandona la tua zona di comfort

Viene chiamata Zona di Comfort (dall’inglese comfort zone), quell’ambiente che conosci alla perfezione. I soliti amici, la famiglia, la città in cui vivi, le persone che vedi ogni giorno, le cose che conosci. Le care, vecchie abitudini insomma.

Essere nella tua zona di comfort ti rende tranquillo, sicuro, ma anche poco avvezzo al cambiamento, poco incline a lavorare su te stesso, potenzialmente debole. L’abitudine porta le persone ad accontentarsi, a sfuggire nuove sfide, a non crescere.

Prova, a piccoli passi, ad uscire fuori dalla tua zona di comfort. Solo così potrai scoprire che esistono nuove opportunità: aspettano solo di essere colte.

Potrei farti mille esempi, otre quello di Feny.

“Se vuoi puoi”, diceva mia madre. “L’unico limite che hai è quello che imponi a te stesso”, dice sempre Nando Pappalardo, un mio grande amico, nonché founder di YIthemes . Se non riesci a crescere professionalmente è perché tu stesso non credi di poterlo fare.

La maggior parte delle persone che conosco, e che hanno raggiunto importanti obiettivi, personali e professionali, vivono in città diverse da quelle in cui sono nate. Hanno rincorso le proprie inclinazioni e creduto nel proprio potenziale. 

Buttati a capofitto nelle nuove esperienze

Crescita professionale è percorrere nuove strade

Feny, come ti dicevo, ha lavorato in Sintra Consulting, alla promozione di Oneminutesite.it.

Nel 2012 il cambiamento è stata la chiave che le ha aperto nuove porte. Si trasferisce a Firenze. Inizia la sua carriera in Aruba, dove adesso è responsabile delle PR e dell’ufficio stampa. Coordina i tre uffici stampa dell’azienda (Italia – UK – Polonia) e tra le tante attività, si occupa delle relazioni con clienti, sponsor e partner.

Il consiglio con cui conclude la sua intervista? “Viaggiare, sempre, quando stai bene, quando stai male. Sia un viaggio in Australia o un giro nel negozio sotto casa, esci, esplora, conosci gente, confrontati, parla.»

In pratica, è ciò che ti ho suggerito per tutto l’articolo.

Sei pronto a crescere umanamente e professionalmente?

Lavora con noi

È il tempo della riflessione. Basta scrivere.

Tocca a te avviare quel processo di crescita che può portarti al vero cambiamento. A proposito, sei uno sviluppatore, un informatico, hai studiato marketing digitale? Pare che lavorare in Sintra Consulting porti bene!

Mandaci il tuo curriculum, osa. Proponiti. Conosci lo staff (siamo un team di quasi 70 persone!).

Soltanto se agisci potrai sapere come andrà a finire.

Arriva il primo Shopify Meetup in Italia

Dopo il successo a Londra e in Spagna, è finalmente arrivato il momento del primo Shopify Meetup in Italia. 

L’evento, organizzato da Sintra Digital Business Srl in collaborazione con il Team internazionale di Shopify, si terrà il prossimo 13 settembre a Milano presso Blend Tower – Piazza Quattro Novembre 7 – 20124 MI.

Un’opportunità davvero irripetibile, interamente dedicata alle aziende che vendono online.

Per partecipare iscriviti qui!

Sarà una occasione unica per tanti motivi, te ne sveliamo alcuni:

  • Sarà una giornata dedicata al Networking.
  • Arricchita da tutta l’esperienza del team internazionale Shopify e dei suoi partners.

La partecipazione al workshop è gratuita.

Il programma dell’evento

14.30 – Arrivo e accredito

15:00 – Shopify – Jenny Izaguirre e Giulia Greco

15:30 – Sintra – Shopify Expert – Iacopo Pecchi

16:00 – Velasca – Plus Customer – Enrico Casati

16:30 – Cooder – Azienda Partner – Enrico Zoli

17:00 – Coffee Break

17:30 – Ingenico – Payment Provider – Andrea Galdino

18:00 – Opherty & Ciocci – Shopify Standard – Marco Operti

18:30 – Kerry Logistics  – Logistic – Stefano Poliani

19:00 – SALUTI

Chi è Shopify

Shopify è una società canadese di e-commerce con sede ad Ottawa, in Ontario.

Shopify è una piattaforma che consente a chiunque di vendere facilmente online,  in un negozio fisico e in qualsiasi altro posto.

Le funzionalità di Shopify sono molteplici, infatti:

  • Ti permette di sviluppare un sito web, un negozio online e un blog completamente personalizzati
  • Potrai vendere su nuovi canali come Instagram
  • Avrai una lunghezza di barra, inventario prodotti e dati dei clienti illimitati
  • Supporta più di 100 canali di pagamento internazionali
  • Automatizza il processo di evasione ordini grazie alle app per le spedizioni
  • Ha un team specializzato di supporto per la clientela

Ti aspettiamo a Milano il 13 Settembre 2018!

Iscriviti ora. Assicurati subito un posto!

GDPR 2018: Cos’è e come mettere in regola il tuo Sito Web o eCommerce

Dal 25 maggio 2018 è direttamente applicabile in tutti gli Stati Membri il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation), relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali.

GDPR cosa è e come funziona

Con il Regolamento Ue 2016/679 vengono:

  • introdotte regole più chiare su informativa e consenso;
  • definiti i limiti al trattamento automatizzato dei dati personali;
  • poste le basi per l’esercizio di nuovi diritti;
  • stabiliti criteri rigorosi per il trasferimento degli stessi al di fuori dell’Ue;
  • fissate norme rigorose per i casi di violazione dei dati.

Le norme vengono applicate a tutte le imprese compre quelle situate fuori dallUnione Europea che offrono servizi o prodotti all’interno del mercato Ue.
In caso di non osservanza delle norme sono previste pesanti sanzioni.

Data la complessità del regolamento è stata prevista l’introduzione della figura del “Responsabile della Protezione dei Dati” (Data ProtectionOfficer o DPO), incaricato di assicurare una gestione corretta dei dati personali nelle imprese, individuato in funzione delle qualità professionali, della conoscenza specialistica della normativa e della prassi in materia di protezione dati. Read more

NeverBusy

Sintra Consulting è partner del progetto NeverBusy, un servizio di segreteria automatica intelligente, configurabile ed interattivo, con interfaccia web based e modalità di gestione innovativa.
Il servizio è realizzato tramite piattaforma cloud e modalità di erogazione SaaS.

Le funzionalità di sintesi e riconoscimento vocale, di inoltro di chiamata, di registrazione, di reporting ed invio in allegato del messaggio, vanno a completare la composizione di un servizio innovativo con elevato rapporto qualità / prezzo.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’informazione e Scienze Matematiche dell’Università di Siena e con il partner Websolute, si è sviluppato in un arco temporale di 14 mesi.

 

Sintra Consulting partner di “eSERVANT”

 

 

Sintra Consulting srl è partner del progetto eSERVANT,  un’infrastruttura ICT per la gestione di grandi eventi (sportivi, musicali, fieristici, ecc.) che hanno luogo presso impianti di varia dimensione.

L’obbiettivo principale di questo progetto sarà quello di poter progettare una struttura per analizzare, monitorare e connettere le persone in grandi strutture come arene, stadi e centri congressi.

Il progetto avrà una durata di 18 mesi e vedrà la collaborazione con altre realtà del territorio; prima fra tutte Quid Informatica SPA, con i partner Sokom srl, Magenta srl e con il Media integration and Communication Center.

I Dipartimenti di Ingegneria dell’informazione e scienze matematiche delle Università di Firenze e Siena sono anch’essi coinvolti.

Il progetto è stato finanziato con fondi della Regione Toscana  POR-CReO FESR 2014 – 2020.

Sintra Digital Business: Fucina di Nuovi Talenti

Ormai da alcuni anni Sintra Digital Business ha avviato un progetto di partnership con l’Università di Siena grazie al quale, studenti iscritti all’Ateneo Toscano, hanno la possibilità di entrare nel mondo del lavoro mediante progetti di tirocinio con durata variabile, dai 3 ai 6 mesi, e mettere in pratica tutte le conoscenze teoriche apprese durante il percorso di studi, creando valore aggiunto sia per loro stessi che per l’azienda. Read more