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social media, inbound marketing e molto altro ancora.

Quanto costa una campagna Google Ads?

Tempo di lettura: 5 minuti, Autori: Simona Bigazzi e Alessandro Pieraccini

Una delle domande più frequenti che mi sento spesso rivolgere da clienti e Project Manager quando parliamo di Advertising Google è “Quanto costa portare traffico verso un sito web e generare Leads qualificate, con gli annunci a pagamento?”

In questo articolo proverò a farvi capire come la spesa dipenda da una serie di variabili, quali la geolocalizzazione, il tipo di obiettivo che si vuole raggiungere, la qualità della pagina di atterraggio della campagna e dal tipo di lavoro che come Specialist dobbiamo fare, a volte anche giorno per giorno. 

Costo degli Annunci, cosa paghi direttamente a Google

La prima voce di spesa di un preventivo per un progetto di Advertising è il budget puro, ossia quanto l’azienda paga ogni volta che un utente fa click sull’annuncio testuale, banner, video, di prodotto, in modo che l’utente interessato vada sul sito o sulla landing page di atterraggio.

Uno dei vantaggi di Google Ads sta nel fatto che è un sistema per fare pubblicità online che consente di controllare le spese pubblicitarie, giorno per giorno. Infatti è possibile stabilire un determinato budget disponibile e poi suddividerlo in un importo giornaliero da spendere.

Il budget giornaliero è l’importo medio che l’inserzionista è disposto a spendere ogni giorno per ogni campagna pubblicitaria. Potremmo banalmente dire che dipende dal numero di click che la campagna ha generato; in fatti il budget verrà raggiunto solo se gli utenti faranno click sull’annuncio.

Per poter avere dei risultati e delle campagne efficaci è necessario stabilire e mettere a disposizione un budget adeguato che si può calcolare in svariati modi, grazie anche agli strumenti di pianificazione che Google Ads stesso mette a disposizione.

Infatti lo Strumento di pianificazione delle parole chiave è un tool abbastanza preciso, che ci permette di costruire in prova nuove campagne nella rete di ricerca, pianificare le parole chiave e capire il loro potenziale rendimento. Questo strumento, se saputo utilizzare, grazie all’esperienza di esperti PPC che ogni giorno lavorano a campagne pubblicitarie, può aiutarci a scegliere offerte competitive ed indicarci i budget da applicare alle campagne, prevedere i clic, stimare le conversioni. Strumento ed esperienza sul campo ci aiutano in fase di proposta a dare un’idea del possibile rendimento di un elenco di parole chiave per un’offerta e un budget specifici.

Chiaramente questo è solo l’inizio e serve all’azienda per sapere qual’è un budget iniziale equo, adeguato ai risultati attesi. Il costo non sarà sempre lo stesso per i clic sull’annuncio e questo dipenderà in buona parte dal lavoro degli esperti Ads che monitoreranno e ottimizzeranno la campagna, ottenendo dei benefici proprio in termini di budget / risultati.

Costo della consulenza, quanto paghi direttamente alla Azienda che gestisce Ads

chi lavora dietro gli annunci ads

Finora abbiamo parlato di costi di pubblicità, ovvero il budget che sei disposto ad investire per promuovere i tuoi prodotti o servizi su Google Ads.

Naturalmente se la campagna è fatta internamente quelli sono gli unici costi diretti. Vero? Dipende da cosa ci si aspetta.

Affidare una campagna Google Ads complessa al personale interno che, seppur esperto in marketing, non ha mai fatto e gestito questo tipo di campagne, spesso è controproducente, in quanto se la campagna non viene monitorata e ottimizzata in modo adeguato il budget finirà per tradursi solo in un costo.

Avvalersi di una Consulenza Ads, quindi rivolgersi ad una Azienda Google Partner comporta dei costi aggiuntivi che variano in base alla complessità del progetto, alle ore dedicate per aggiornamenti e ottimizzazioni, all’esperienza del consulente.

Il preventivo Ads viene creato ogni volta su misura, dopo un’approfondita analisi del sito e delle pagine di atterraggio, un ascolto attento delle esigenze del cliente, e la valutazione dell’obiettivo delle campagne.

L’obiettivo della Consulenza Ads è poter raggiungere il miglior risultato con il minimo budget, anche a seconda delle possibilità di investimento.

In conclusione non potremo darvi certamente un listino prezzi per Google Ads :(.

La spesa è variabile e dipende da vari fattori, che potremmo sintetizzare con:

  1. Costo di Settaggio/Creazione della Campagna: analisi, esperienza e creatività
  2. Costo di Ottimizzazione/Manutenzione e reportistica

Di solito questo importo si traduce in un canone mensile di gestione, che permette al consulente dell’agenzia certificata Google Ads di migliorare il rendimento della campagna, in modo da redistribuire e abbassare costantemente il costo per click, aumentando al contempo la qualità degli stessi.

Meglio un approccio multicanale con un Team di Esperti

approccio multicanale

Scegliere un’agenzia digitale come noi probabilmente richiede un investimento iniziale maggiore. Perchè? Perchè siamo in grado di seguire un’azienda sul web a 360°, in quanto abbiamo creato un team interdisciplinare, in continua formazione ed evoluzione.

Quindi riusciamo ad impostare campagne con una visione d’insieme e con molti vantaggi per il nostro cliente, come:

  • saper scegliere il piano d’azione più adatto agli obiettivi e al budget, specifici dell’azienda, avendo sempre sott’occhio il quadro generale per poter raddrizzare la rotta in tempo;
  • non indicare soltanto la strada da percorrere, ma intervenire operativamente rispettando le scadenze previste dal piano d’azione;
  • poterci avvalere di tutti gli esperti di comunicazione, traduzione e gestione degli strumenti di marketing online di cui un’azienda possa aver bisogno: dallo sviluppatore, al grafico, allo strategist, al SEO specialist, al copywriter, al social media specialist fino ad un project manager che tiene le fila di tutto il lavoro;
  • riusciamo a ridurre al minimo i costi di gestione, in termini sia di denaro, sia di tempo.

Sei pronto ad aumentare il ROI della tua azienda con Google Ads?

Consulenza google ads sintra consulting

Insomma scegliere di investire le proprie risorse in Google Ads significa prendere coscienza della propria azienda e definire un Budget da dedicare al web per trovare nuovi clienti e fidelizzare chi già si affida a voi.

Il nostro mestiere è quello di monitorare costantemente i risultati delle campagne pubblicitarie online, ottimizzare i vostri Budget e portare dei risultati concreti e misurabili.

Noi siamo pronti a farvi la miglior proposta Google Ads, grazie alla continua contaminazione reciproca che abbiamo nel Team. Voi siete pronti ad affidarvi a noi?

Featured Snippet: Cosa Sono e Consigli SEO per scalare la Posizione Zero

Tempo di lettura: 5 minuti, Autore: Stefano Fabbroni
Tra i numerosi challenges nel mondo dell’ottimizzazione web per i motori di ricerca c’è il Featured Snippet.
Entra nel gergo dei SEO e nei trend di ricerca in modo costante già nel 2016, ma diventa ufficialmente rilevante nell’annuncio di Google, a gennaio del 2018, quando viene pubblicata nel suo blog una nuova guida A reintroduction to Google’s featured snippets nuova guida.

Che cos’è un Featured Snippet?

Google definisce il Featured Snippet come un riquadro speciale, in primo piano, nei risultati di ricerca.

Tale posizione, nelle indicazioni del motore di Mountain View, è attivato quando “un utente pone una domanda in Ricerca Google“.

Il post parla esplicitamente di una connessione fra questa particolare tipologia di visualizzazione dei risultati di ricerca ad altri due topic SEO al centro del dibattito:

  1. l’ottimizzazione mobile;
  2. l’ottimizzazione per la ricerca vocale.

L’evoluzione proposta da Google va nella direzione di estrapolare contenuti esaustivi e riportarli direttamente all’interno della SERP, fornendo poi all’utente un link di approfondimento per la navigazione.

Perché sono importanti i Featured Snippet?

La posizione zero è fra le più ambite, perché si presuppone un CTR più elevato. E’ stato calcolato da una ricerca elaborata da SemRush e Moz intorno al 9%.

Questo consente di:

  1.  Risparmiare gli investimenti su PPC
    La maggior parte delle aziende investono cifre notevoli raggiungere le prime posizioni della SERP attraverso campagne Ads.
    Gli Snippet in primo piano sono un’ottima alternativa e permettono di occupare una posizione zero, prima dei risultati organici, senza costi aggiuntivi.
  2. Portare più traffico al tuo sito web
    L’utilizzo di Snippet in primo piano può portare un aumento del traffico verso il tuo sito web. Grazie al raggiungimento di questa posizione privilegiata puoi aumentare notevolmente il tuo CTR, anche se su questo punto ci sono opinioni discordanti (Ahrfs ha condotto uno studio in cui dimostra l’aumento di visite senza click).
  3. Aumentare la fiducia degli utenti verso il tuo sito web
    Un altro vantaggio di avere unO Snippet in primo piano è la fiducia. Essere selezionati per uno snippet corrisponde ad avere contenuti di qualità e quindi la fiducia di Google. Questa fiducia può essere trasferita da Google agli utenti. L’80% delle persone intervistate afferma di avere fiducia nei risultati e nelle raccomandazioni di Google relative ad un sito web.

Da dove provengono i Featured Snippet?

Tale update nella ricerca, si innesta nel più ampio filone del Knowledge Graph, ovvero una strutturazione semantica che è stata battezzata, fin dal 2012 “from strings to things“: dalle parole chiave alle entità.

Abbiamo quindi visto fiorire, nel corso degli anni, intorno ai risultati di ricerca, tutta una serie di oggetti organizzati intorno ad un tema o entità, collegata ad altri temi affini, in modo da rendere quanto più completa e gradevole l’informazione ed una diretta esperienza dell’utente, verso tutte le pagine web utili.

knoledge graph seo

Knowledge Graph

Volendo semplificare, il Knowledge Graph sono tutte quelle informazioni o oggetti impliciti nella ricerca, che completano il senso e il significato della ricerca stessa.

Esso viene trasferito tramite “oggetti” che strutturano, fanno parte di quel contenuto.
Quali sono gli oggetti che strutturano il contenuto?
Semplice: le risposte alle domande più frequenti intorno ad esso.

Ecco quindi, per fare un esempio fra i tanti, che le recensioni o opinioni completano il contenuto della domanda di una struttura alberghiera; le breadcrumps, la nostra necessità di capire all’interno di quale categoria abbiamo annidato logicamente il nostro contenuto; una mappa se sto cercando  un luogo, etc..
Proprio per questo fornire informazioni utili al motore di ricerca diventa di primaria importanza.

Come fornire a Google i dati strutturati?

  1. Il primo segnale on-page per è l’uso dei dati strutturati, meglio conosciuti come markup di Schema.org nelle pagine web.
    Essi sono trasferiti attraverso codici in pagina o, ancora meglio, un livello dati (conosciuto come Data layer) in linguaggio JSON-LD
    (Tutti gli altri schemi di markup da usare possono essere consultati qui: https://developers.google.com/structured-data/).
  2. Poi, come seconda cosa, bisogna tener conto che alcune informazioni vengono reperite dai profili Social Google, come per esempio, per le attività locali, Google My Business.
    Questo social offre la possibilità di comunicare gli orari di apertura, la scheda di prenotazione o, nel caso di un Ristorante, il menu e i servizi di accesso, ecc…
  3. Il terzo elemento da tener presente è utilizzare codice HTML5, quanto più è possibile “semantizzato“, per esempio valorizzando i “role”, di ogni singola sezione di navigazione.
html semantico

Ottimizzare per Featured snippet html semantico

Adottare questi tre elementi principali che alimentano il Knowledge Graph è un requisito imprescindibile per iniziare ad essere presi in considerazione quale un’entità agli occhi di Google e quindi di essere inseriti nei Featured Snippet.

Ovviamente è necessario non tralasciare tutti gli altri elementi di ottimizzazione SEO on-page (contenuti di qualità e valorizzazione di tutte le risorse) e off-page (link-building).

Quanti Tipi di Featured Snippet esistono?

Nella SERP sono state introdotte numerose innovazioni che possiamo elencare come:

  • AdWords Bottom/Top
  • Featured Snippet
  • Image Pack
  • In-Depth Article
  • Knowledge Card
  • Knowledge Panel
  • Local Pack
  • Local Teaser Pack
  • News Box
  • Related Questions
  • Reviews
  • Shopping Results
  • Site Links
  • Tweet
  • Video

I Featured Snippet, in particolare possono essere catalogati in:

  • Snippet di paragrafo
    Lo Snippet di paragrafo risponde principalmente alla domanda “Cosa?” ed è legato alla definizione del termine ricercato.
    Per esempio “Cos’è un ombrello?”.
  • Snippet di elenco
    La tabella, denominata anche bullet list, risponde principalmente alla domanda “Come?“, per spiegare al pubblico un elenco di azioni o elementi. Per esempio “Come dimagrire”.
  • Snippet in tabella
    Sono dei dati di confronto (vs, contro) dei dati o un raffronto di prezzi.
    Esempio “Quanto costano le sigarette”. Molto interessante quindi per promuovere i propri prodotti.

Quali sono gli step per guadagnare uno Snippet in primo piano?

  1. Conosci quali domande pone il tuo target
    Prima di preparare i tuoi contenuti, il primo passo dovrebbe essere quello di identificare la potenziale domanda a cui si desidera rispondere.
    SemRush ha identificato dall’analisi di 100.000 Keywords che la lunghezza media della frase chiave con un Snippet in primo piano è 6.
    Le parole chiave più lunghe tendono ad avere una probabilità più elevata di trasformarsi in Snippet in primo piano.
    E’ quindi importante non focalizzare il contenuto solo su una keyword come per esempio “SEO”, ma porsi le domande con cui il nostro target potrebbe interrogare il motore di ricerca: “Cos’è la SEO?”, “Quali sono i trucchi di un SEO”, “come guadagnare con la SEO”.
    Per fare questo ti consigliamo di affiancare motori semantici come Answer the Public o tool di scrittura che ti aiutino a trovare i termini correlati.
  2. Sfrutta bene gli Headings e i paragrafi per esplicitare Domande e Risposte efficaci
    Dopo aver selezionato una buona parola chiave di destinazione, il passo successivo è quello di rendere esplicite le risposte nei tuoi contenuti, fornendo una spiegazione semplice e diretta.
    La lunghezza più comune del contenuto nei Snippets in primo piano è circa di 40-50 parole.
    È importante mantenere la lunghezza del contenuto abbastanza breve per adattarla al box di risposta.
  3. Usa elenchi puntati e tabelle
    Se il tuo contenuto è troppo lungo per farlo rientrare nel paragrafo puoi tagliare il testo con un riepilogo, un elenco o una tabella. Una pagina di destinazione ben strutturata e una sezione di risposta diretta consentiranno a Google di mostrare la tua risposta nel SERP come Snippet in primo piano. (Sono estremamente graditi contenuti con elenchi oltre gli otto punti)
  4. Usa i contenuti come una piramide rovesciata
    Sebbene non esista una formula segreta avere una grande strategia di contenuto e seguire i fondamenti della SEO può aiutarci molto per ottenere uno snippet in primo piano.
    Anche sul web vale la regola della piramide rovesciata e i tutti principi che si ritrovano nelle guide per scrivere dei buoni articoli, andando dal generale al particolare.
  5. Analizza i tuoi competitor
    Analizzare i competitor ti aiuterà a imparare ed allinearti alle loro soluzioni e comprendere lo sforzo necessario e il tipo di struttura del sito con cui vai a competere.
  6. Costruisci una link building interna coerente
    Collega la tua pagina con contenuti che siano coerenti con la struttura logica dei contenuti, non focalizzarti su una singola pagina, ma su un’architettura di contenuti coerenti e che rispondano alle domande più rilevanti.
  7. Migliora la Domain Authority
    Acquisisci link e mentions di qualità, da pagine che abbiamo un migliore Domain Authority.
  8. Aggiorna, Sperimenta e Affina
    Imparare dagli altri è essenziale, ma un aggiornamento costante dei contenuti ti aiuta ad affinare i tuoi risultati e scalare posizioni in SERP. Ti consigliamo di iniziare con posizioni che siano a cavallo fra la prima e la seconda pagina.

Come individuare Keywords o argomenti che generano Featured Snippet?

SEMRush ha implementato internamente una sezione dedicata a questo studio, la sezione Position tracking.
Importando la lista delle Keywords è possibile quindi scoprire: il volume di ricerca, la propria posizione, se la ricerca restituisce un Featured snippet e la URL che attualmente occupa quella posizione.
Si tratta di un contesto in movimento, in quanto Google e Bing aggiornano continuamente i risultati in featured Snippet e quindi tieniti pronto per le sorprese.

Riassumiamo

Pertanto, in questo caso, è importante posizionarsi nella prima o nella seconda pagina della risultati organici.

È necessario includere contenuti consistenti nei metadati e nei tag del titolo, ed applicare, laddove possibile, il markup dello schema.org in modo che il tuo sito si distingua nell’elenco dei risultati in SERP, spostando l’attenzione dalla ricerca al Knowledge Graph.

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Web reputation, cos’è e come migliorarla con il marketing inbound

Se sei qui è perché stai cercando di capire cos’è la web reputation, quanto incide sulla tua strategia di marketing, e come migliorare l’idea che i tuoi clienti hanno della tua azienda, attraverso il digital marketing. In questo articolo trovi una definizione, ma soprattutto alcune riflessioni sul modo in cui la reputazione della tua azienda incide sul tuo business e un esempio di strategia inbound per accrescerla. Curioso? Seguimi!

Costruire la reputazione on-line della tua azienda è un’operazione che richiede tempo. Non è sufficiente creare un logo accattivante, avere un sito web ben fatto e una pagina sui diversi social network. Devi dedicare tempo e denaro alla cura della tua comunicazione, ma soprattutto all’analisi del tuo pubblico, le tue buyer personas, devi comprendere i loro bisogni e il mercato all’interno del quale si muove la tua azienda.

Questi concetti sembrano scontati per un’azienda, ma posso garantirti che non lo sono affatto. Per comunicare efficacemente con tutti i tuoi stakeholders, ovvero quelle persone che hanno interesse per la tua azienda (tra questi anche i tuoi dipendenti, potenziali partner, e solo per ultimo il consumatore finale), devi conoscere molto bene i loro bisogni, i loro interessi e loro desideri. Solo così potrai individuare il giusto tono di voce, e costruire una brand identity davvero accattivante per gli utenti a cui ti rivolgi.

Dal modo in cui il tuo brand verrà percepito sul mercato dipenderà la tua web reputation, ovvero il modo in cui il mercato, online, percepisce la tua azienda. La web reputation dipende infatti da come le persone parlano della tua azienda su social, forum, e sì, anche attraverso motori di ricerca.

Strumenti per misurare la tua brand reputation

misurare la propria web reputation

Come fare a gestire correttamente il tuo brand e, eventualmente, accrescerne il valore?

Misurare con degli strumenti la brand reputation sul web può aiutarti a comprendere meglio il tuo posizionamento di mercato.

Esistono online un’infinità di tools che possono aiutarti a capire quante ricerche ci siano su Google per il tuo nome brand, piuttosto che quante volte la tua attività venga menzionata sui social network.

Potrei compilare un lungo elenco di tool rimandandoti a ciascuno di essi attraverso un link. Ma che senso ha un’analisi quantitativa, di un fenomeno che è piuttosto qualitativo?

Ovvero, a cosa ti serve misurare dati come menzioni e volumi di ricerche, se non fai uno studio accurato del modo in cui il cliente percepisce il tuo brand e del suo livello di soddisgazione?

Vero è che puoi renderti conto dell’andamento delle ricerche e delle menzioni, e delle interazioni. Ma, fatto ciò, come fai a capire, da questi dati, come migliorare la reputazione della tua azienda?

Ecco perché ho deciso di non fornirti alcun elenco. Nessun tool in particolare.

Preferisco linkarti un articolo di Eve Milano in cui questo elenco è già disponibile. Non credo abbia senso riproporti un contenuto di questo tipo. Ho persino forti dubbi sulla sua utilità.

Piuttosto, monitora l’andamento della tua comunicazione da Google Trends, se sei una grande azienda, o dagli Insight dei tuoi canali social ufficiali.

Seguire i dati è utile, ma in questo articolo voglio farti riflettere sull’opportunità di fermarti a riflettere.

Comprendere il punto di vista del tuo cliente è la chiave per migliorare la reputazione della tua azienda. Il altre parole, devi metterti nei panni dei tuoi clienti. Non è facile. Ma è indispensabile.

Brand reputation in pratica

recensioni

Cos’è la brand reputation? Te lo spiego con un esempio pratico.

Stai facendo shopping nel cento storico della tua città. Hai bisogno di acquistare un nuovo paio di occhiali da sole, ma il tuo budget, come spesso accade, non è infinito. Il commesso del negozio in cui ti trovi ti propone una vasta gamma di alternative tra cui scegliere.

Tutte le montature sono alla moda, il design è curato, ma, chissà come mai, ti ritrovi a provare quelli della collezione dello scorso anno, prodotti da stilisti particolarmente famosi, che hanno un prezzo in saldo.

Avresti potuto scegliere un prodotto, forse più attuale, di un brand meno noto. Eppure avere sul naso un paio di occhiali da sole di un famoso designer italiano è più accattivante.

Ecco, la brand reputation è quella che ti spinge a preferire un prodotto piuttosto che un altro. Il livello di appetibilità della tua azienda. Quell’elemento intangibile, chiamala reputazione, che ti induce a scegliere tra due prodotti con caratteristiche simili, o a percepire maggior valore in un prodotto, piuttosto che in un’altro.

Come costruire o migliorare la propria web reputation?

mattoncini lego metafora di costruire il brand

Costruire tua web reputation significa promuovere il tuo brand online.

Per farlo non è più sufficiente far conoscere il tuo marchio attraverso le cosiddette campagne di branding. Sono spesso molto costose perché devono far girare il tuo marchio, ma il costo di acquisizione cliente è spesso molto alto, soprattutto se non riesci a rendere i tuoi nuovi clienti davvero acquirenti soddisfatti, se non riesci a proporre esperienze d’acquisto uniche e irripetibili.

In questo caso, infatti, le persone insoddisfatte potrebbero parlare male della tua azienda e, ritorcertisi contro, come un boomerang. Scatenare un putiferio sui social non è così complicato.

Oggi, per aumentare la  web reputation della tua azienda devi riuscire a creare una community. Ne parlavo proprio qualche giorno fa con Gianni Bianchi, CEO di Sintra Consulting. Devi riuscire ad attrarre utenti interessati a ciò che fai con contenuti di valore.

In altre parole devi dare, se vuoi ricevere.

Su questo assunto si basa il marketin inbound, un approccio al mercato che si contrappone all’outbund marketing. Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta.

Web reputation e Outbound Marketing

L'effetto del telemarketing è il fastidio

Outbound, letteralmente significa in uscita. Inbound, in entrata. Parlando di marketing, outbound indica tutte quelle modalità promozionali che si muovono dall’azienda al cliente, per intenderci, tutte quelle forme di comunicazione in cui l’azienda intercetta l’utente e gli propone un’offerta commerciale.

Telemarketing, advertising classica (pubblicità televisiva, su carta stampata, in affissione, statica o dinamica, piuttosto che radio), ma anche gli spot su YouTube che ti propongono prodotti o servizi, più o meno correlati a ciò che stai guardano, o l’inserzione che intasa la tua bacheca su Facebook sono tutte forme di promozione che possono essere catalogate come outbound marketing, altrimenti chiamato interruption marketing.

Tutti gli strumenti appena citati, infatti, interrompono l’utente per proporgli un messaggio promozionale in un momento in cui questo sta facendo altro. Ecco alcuni esempi.

Sei a lavoro, squilla il cellulare, rispondi e senti la voce dell’ennesimo operatore che ti contatta per proporti la sua fantomatica offerta. Ma tu sei a lavoro. Non hai il tempo né la voglia di rispondere. Il risultato è che la chiamata non fa che irritarti e interrompere ciò che stavi facendo fino ad un istante prima.

Stai guardando il tuo film preferito. Pubblicità. Interruzione. Lo spot di quell’auto che, tanto, non potrai mai permetterti. Zapping. Finché il film non ricomincia. 

Sei in macchina, il tuo programma radio va in stand by, parte lo spot. Quante probabilità ci sono che l’argomento promosso sia di tuo interesse, o che (addirittura) generi una vendita? Poche.

Certo, questi canali non sono affatto inutili. Anzi, contribuiscono alla creazione di una forte brand identity, hanno un impatto considerevole.

Ma spesso, a meno che la tua azienda non abbia budget pubblicitari adeguati, risultano inaccessibili, costosi e poco utili nel breve termine.

In altre parole, se hai la possibilità di pianificare campagne che prevedono un’adeguata pressione pubblicitaria, ovvero che vengono mandate in onda per un numero sufficiente di volte al giorno, e per un numero adeguato di giorni, è probabile che questo abbia un riscontro nelle tue vendite.

Ma se hai budget esigui, inferiori a qualche centinaio di migliaia di euro, ti consiglio di studiare strategie alternative.

Una strategia inbound per la tua reputazione online

INBOUND-MARKETING-MADD

A differenza dell’outbound, il marketing inbound viene detto anche permission marketing. Si tratta di quelle strategie di promozione basate sul rispetto dell’utente, a cui le aziende chiedono il permesso.

L’approccio di questa filosofia vuole conquistare la fiducia dell’utente a suon di coccole.

L’obiettivo non è la vendita. L’obiettivo è deliziare i clienti, renderli non solo soddisfatti, ma addirittura evangelisti della tua azienda. Superare le loro aspettative in termini di servizio clienti. Ottenere recensioni positive.

Le persone che raccomandano la tua azienda hanno più credibilità della stessa azienda. Ed è la ragione per cui, se ci pensi, quando cerchi informazioni online su un determinato prodotto o servizio, associ la ricerca alla parolina magica “opinioni”.

Il parere di chi ha già provato il prodotto costituisce spesso il momento zero della verità del tuo potenziale cliente. Anche in questo caso ti faccio un esempio.

Un esempio di strategia inbound

UNA STRATEGIA INBOUND

Stai per aprire il tuo nuovo ristorante. Un progetto a cui lavori da mesi. Sai cosa vuoi offrire, hai allestito una sala nei minimi dettagli e curato la scelta del menù e dei collaboratori. Ma non sai ancora come si chiamerà. Hai bisogno di ispirazione.

Cerchi “esempi di nomi per ristoranti”, e trovi un post in cui ti vengono date idee interessanti sul modo in cui potresti chiamare il locale. Apprezzi il post e in più scopri Oneminutesite.it, una piattaforma che ti permette di creare un sito web anche a costo zero. Quasi quasi decidi di provarlo. Ma non hai tempo e rimandi.

L’apertura del tuo ristorante (ormai sai anche come si chiamerà) è prossima. Vuoi gestirlo senza commettere errori, cerchi online dritte e suggerimenti che possano tornarti utili. La tua nuova query è “errori da non fare in un ristorante di successo”. Al terzo posto ritrovi un articolo di Oneminutesite.it. 

L’indirizzo web, già familiare, ti induce a cliccare. Il post è interessante, i consigli sono validi. Quasi quasi decidi di provare quella piattaforma per creare il sito web della tua azienda. Ti registri, ma rimandi a dopo la creazione del sito.

Da quel giorno ricevi periodicamente delle newsletter, poco invasive (massimo 1 a settimana) che ti invitano a lavorare sulla piattaforma, o a leggere il nuovo articolo che ti spiega come creare un menù perfetto per i tuoi futuri clienti.

Puoi seguire quel consiglio, approfondire e seguire la newsletter, oppure ignorarla. Ma se i contenuti che riceverai saranno sempre di valore, è probabile che tu decida di acquistare il tuo sito sulla piattaforma.

A te la scelta: puoi fare da te o affidarti a un team esperto che realizzi il tuo sito in 7 giorni. Una promo ti inviterà a provare la versione business per 30 giorni. Basta inserire i dati della tua carta di credito. 

L’assistenza, gratuitamente, e con la massima cordialità e puntualità ti darà consigli e supporto per realizzare il tuo sito web, lasciandoti puntualmente col sorriso sulle labbra. Quel sorriso sarà ciò che farà la differenza. È questo che genera davvero valore.

Inbound marketing e web reputation

ATTRARRE I CLIENTI

Riassumendo, ecco i 4 pilasti del marketing inbound, quelli che ti faranno acquisire, nel tempo l’autorevolezza che cerchi, ovvero la capacità di:

  • attrarre utenti sconosciuti, ma interessati ai tuoi servizi, attraverso la SEO. Diventare autorevoli laddove le persone cercano informazioni. Attualmente quel luogo sono i motori di ricerca.
  • trasformarli in contatti, e quindi opportunità, attraverso contenuti interessanti e utili per loro
  • chiudere accordi commerciali in grado di generare valore
  • deliziarli, instaurando con loro un rapporto di collaborazione e fiducia che miri a farli diventare evangelisti del tuo brand

Questo, nel lungo periodo significa fare marketing efficace, senza dover avere accesso, necessariamente, a budget astronomici.

La bella notizia è che anche una piccola media impresa può costruire una strategia di marketing inbound che preveda investimenti ragionati. Una strategia inbound, nel lungo periodo, concorre al miglioramento della tua web reputation. Crea valore per i tuoi clienti e loro ti, nel lungo periodo, ti sapranno ricompensare.

Ti piace l’approccio del marketing inbound? Potrebbe essere la giusta strategia da usare per promuovere efficacemente la tua azienda. Se cerchi un consulente che ti aiuti a costruire la giusta strategia inbound, contattaci. Saremo lieti di aiutarti a costruire, nel tempo, la tua reputazione online.

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Apple specifica che oltre il 65% dei download su App Store proviene da specifiche ricerche e dunque i soldi investiti in pubblicità potrebbero portare un buon ritorno di visibilità per sviluppatori interessati.

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Data Management Platform: cos’è e come funziona?

Un Data Management Platform (DMP) è uno strumento tecnologico che aggrega e centralizza diversi tipi di dati da fonti online, offline e mobile.

L’idea alla base di una piattaforma di gestione dati è che le imprese devono essere in grado di sfruttare diversi tipi di informazioni provenienti da una varietà di fonti diverse e raccogliere tali informazioni in un unico posto centrale al fine di conseguire la business intelligence necessaria per ottenere i benefici dell’impresa. Read more

I 10 fattori che influenzano il Ranking ed il Download di una App

Con il termine App Store Optimization non si indicano più soltanto le attività fatte per incrementare la visibilità di un’applicazione, ma anche tutte quelle ottimizzazioni che puntano ad incrementare il tasso di conversione del traffico organico che un’app riceve.

Quali sono i fattori che influenza il ranking e download di un’App?

1. Titolo

Il titolo è uno degli elementi che non solo incide sul posizionamento organico dell’applicazione, ma anche sulla conversione degli utenti.

Il titolo non dovrebbe mai essere più lungo di:

  • 33 caratteri nell’Apple App Store
  • 25 caratteri nel Google Play Store

Eventuali caratteri in eccesso saranno infatti troncati e quindi difficilmente visualizzati dagli utenti. Read more

App Store Optimization: Come dare Visibilità alla tua App

Cos’è l’App Store Optimization?

L’App Store Optimization, per i più esperti comunemente nota come ASO, è un insieme di tecniche che hanno l’obiettivo di incrementare la visibilità di una applicazione negli app store.

app store optimization viasualizzazione appI principali player del mercato sono attualmente i tre macro-colossi informatici Apple, Google e Windows, rispettivamente con App Store, Play Store e Windows Store.

La finalità della ASO è quella di mettere l’applicazione nella condizione ottimale per competere sulla ricerca organica, e così facendo maggiore visibilità sullo store.

Questa maggiore visibilità si traduce in maggior traffico sulla pagina dell’applicazione e di fatto in un aumento delle probabilità che venga effettuato il download dell’app. Read more

Vuoi un eCommerce più veloce?
I nostri consigli per ottimizzare le immagini

Non c’è niente di peggio entrare in un sito lento nel caricamento delle sue pagine!

ecommerce velocePer quanto queste possano essere interessanti, ci sono dati che dicono che il 25% delle persone nel 2018 non sono disposte ad aspettare un caricamento più lungo di 4 secondi.

Questo sta accadendo sempre di più spesso a causa dell’accesso ad Internet da dispositivi mobili.

Per un sito e-commerce, essere preparato a questo è molto importante, per stare al passo con la sempre più stringente concorrenza.

La velocità di un sito è già constatata come uno dei fattori di ranking per i motori di ricerca.

We do say we have a small factor in there for pages that are really slow to load where we take that into account. – John Mueller – Webmaster Trends Analyst of Google.

Per questo ci sono diversi passaggi che possono e devono essere seguiti per caricare un sito Web più velocemente, uno di questi è l’ottimizzazione delle immagini. Oltre ad avere un grande peso per la velocità di un sito, l’ottimizzazione delle immagini è un fattore molto importante per la SEO.

Attraverso l’ottimizzazione delle immagini, si avrà anche una migliore esperienza per l’utente sul sito web, permettendo una navigazione fluida. Grazie a questo si verificherà anche un miglioramento del posizionamento delle stesse sui motori di ricerca.

Fonte: https://www.hobo-web.co.uk/your-website-design-should-load-in-4-seconds/ Read more