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API Gateway per Aziende: Every company is a software company

Le aziende leader di oggi si stanno trasformando digitalmente, spostandosi gradualmente verso sistemi e soluzioni tecnologiche basate sui servizi.

La trasformazione è fortemente stimolata dai dispositivi connessi e dalla volontà dei consumatori di vivere esperienze del brand convincenti.

Tutto questo genera un’enorme e sempre crescente quantità di dati.

I servizi, le cosiddette API – Application Programming Interface, fungono da connettore digitale tra applicazioni e sistemi.

Questo consente alle aziende di ottenere il massimo dai dati creando esperienze convincenti per i propri interlocutori (clienti, fornitori, collaboratori).

API e “Pervasive UX”: Come si integrano le API con l’esperienza utente

La consapevolezza del digitale è ormai parte integrante delle scelte strategiche aziendali, ed è necessario disegnare la strategia digitale non sulla tecnologia ma attorno ai comportamenti umani.

Non è più sufficiente, per le agenzie digitali, immaginare e disegnare l’esperienza utente “dentro” allo schermo , ma è bensì opportuno seguire il cliente anche “fuori” dal mondo digitale.

Si parla quindi di esperienza utente “pervasiva” (Pervasive UX) tesa ad abbracciare tutto il ciclo di vita dell’utente, dentro e fuori dallo schermo; e non più solo di “customer eXperience”, ma anche di “employee eXperience”.

>> Ti consiglio, a tal proposito, di guardare il video The Future of Work and Employee Experience di Jacob Morgan Keynote. 

Il perimetro del vecchio “ufficio design” si allarga ed aumenta il proprio impatto come motore di crescita aziendale; il nuovo “web designer” deve essere anche psicologo, sociologo ed avere capacità di analisi dei processi.

Le tecnologie legate all’API economy si inseriscono in questo contesto senza forzare il processo umano, bensì consentendone la massima espressione ed apertura.

API economy: un Nuovo Modello di Business

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L’esposizione di API da parte delle aziende, verso i fornitori, i partner e la comunità degli sviluppatori, va a creare un modello di business nuovo denominato talvolta “Open API economy”.

I big player, come Facebook, Google, Amazon, etc.. hanno già impostato il loro modello di business, o almeno parte di esso, sulle API e lo standard OpenAPI, può andare ad accelerare questo processo.

Di seguito una semplice ipotesi di modello di business:

  • Accesso a dati e logiche di business fornito attraverso API pubbliche;
  • Gli sviluppatori esterni integrano le funzionalità API nelle loro applicazioni;
  • L’utilizzo delle API viene monetizzato con un modello “pay for use” (es. 0,1€ per ogni invocazione di un servizio)

In questo senso, le Open API diventano un prodotto e vanno a generare nuovi modelli di business intorno ad un ecosistema aziendale formato da fornitori, partner, comunità degli sviluppatori. Ad ognuno di questi interlocutori, possono essere esposti e forniti diversi livelli di accesso e/o funzionalità.
Si va in questo modo a valorizzare, ad esempio nel caso del pay per use, gli asset e le informazioni aziendali.

 

Come creare valore con le API: Alcuni Casi Studio

1. Amazon

Amazon ha iniziato la sua attività alla fine degli anni 90 come store online di libri estendendo poi progressivamente la sua attività a tutti, o quasi, i settori merceologici. Negli ultimi anni ha integrato il proprio modello di business andando a rivendere la propria infrastruttura sotto forma di risorse e servizi (API). E’ nato così il nuovo modello di business AWS – Amazon Web Services.

 

2. TIM Digital Store

Piattaforma Marketplace messa a punto da TIM, per la vendita di prodotti / servizi digitali, ma soprattutto per l’erogazione di servizi (API) sviluppati da terzi e rivenduti attraverso TIM Digital Store. Un esempio di azienda che rivende i propri servizi anche su Tim DS è Atoka.

 

3. Trenitalia

Proprio così! Anche Trenitalia mette a disposizione un set di API Rest attraverso le quali la comunità di sviluppatori può sviluppare delle soluzioni custom integrando i servizi esposti, come ad esempio l’APP “OrarioTreni ed altra APP simili. Da segnalare, l’iniziativa presente a questo link di documentazione delle API.

 

4. Nike+

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Con Nike+, una piattaforma digitale “API-powered”, le API hanno cambiato il modello di business di Nike, supportando fitness, app corporate ed integrazione con i partner. Nike+ proietta l’azienda oltre lo spogliatoio, sui polsi, nel portafoglio e dentro una miriade di device portando il brand ed i prodotti dentro alle vite dei clienti.

 

5.TOMTOM SportsCloud

Quando un cliente TOMTOM si registra alla piattaforma, SportsCloud registra tutte le attività di corsa, nuoto, fitness, i dati sono memorizzati ed utilizzati per fornire servizi, incoraggiamenti, pianificazioni di attività ottimali, consigli di alimentazione, etc.. verso i clienti.
La piattaforma incoraggia lo sviluppo di applicazioni di terze parti che integrino e riutilizzino i dati raccolti all’interno delle proprie applicazioni.

 

6. Affirm

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Consente di pagare, nel momento in cui si finalizza l’acquisto on-line, attraverso un prestito a 3, 6, o 12 mesi, esattamente come se si stesse pagando con PayPal.
L’applicazione riesce a calcolare i tassi d’interesse istantaneamente basandosi sulla social reputation e lo storico delle transazioni degli utenti, accorciando i tempi burocratici relativi al credit score statunitense (punteggio basato sulla responsabilità finanziaria), che spesso esclude ai Millennials la possibilità di ottenere un prestito o una carta di credito da un istituto finanziario tradizionale.
Affirm è gia “focalizzata” sull’integrazione eCommerce, ha realizzato un apposito plugin per la piattaforma Magento ed ha sviluppato un set di API documentate per permettere l’integrazione da parte di qualsiasi interlocutore.

 

Tutti questi esempi ci aiutano a capire che un set di API ed un relativo “Developer Portal” rappresentano l’elemento abilitante per qualsiasi iniziativa voglia essere portata avanti dal Business.

Costruire un progetto “Open” API: Gli asset informativi aziendali

Le fondamenta di un progetto aziendale “API” sono costituite dagli asset aziendali.

Nella prima fase dell’informatizzazione aziendale, l’unico asset software era il sistema ERP; ad esso, si sono aggiunti nel tempo una lunga serie di altri strumenti che collaborano tramite meccanismi di integrazione tra i quali: CRM, CMS, PIM, DAM, Piattaforme web, Storage di rete, Sistemi documentali, API Gateway.

Concentriamo l’attenzione sulle piattaforme di nuova concezione con particolare attenzione a PIM – Product Information Management, DAM – Digital Asset Management ed API Gateway – piattaforma di gestione ed esposizione delle API.
Attorno ad esse, è necessario introdurre, se non esistente, un sistema di autenticazione e profilazione centrale attraverso il quale fornire accesso ed autorizzazioni ai servizi esposti.

Gli asset aziendali PIM e DAM

PIM – Product Information Management, è un termine che indica i processi e le tecnologie per gestire centralmente le informazioni che descrivono i prodotti dal punto di vista del cliente.

Le soluzioni PIM permettono al marketing ed alle vendite di raggruppare ed organizzare in maniera coerente tutte le informazioni utili e declinarle con rapidità e precisione attraverso differenti canali distributivi: cataloghi stampati, siti internet, e-commerce, ERP.

In questo modo è possibile personalizzare e filtrare in automatico le informazioni relative a gamma di prodotti, prezzi e valute, descrizioni e traduzioni. Per Gestione Informazioni di Prodotto si intende la gestione “media-neutral” di tutte quelle informazioni sui prodotti e sull’azienda indirizzate verso diversi canali di pubblicazione.

Un PIM è sostanzialmente un gestore di dati non strutturati che permette l’aggiunta di attributi in maniera dinamica sull’entità prodotto.

La capacità di gestione di più entità rendono il PIM un DAM – Digital Asset Management.

Di conseguenza tale piattaforma diventa cruciale per la gestione di tutti le rappresentazioni digitali di entità aziendali che possono essere distribuiti tra i vari applicativi come eCommerce, B2B, ERP, Store Locator.

Un ottimo esempio di PIM e DAM è la piattaforma Open Source PIMCORE.

Gli Asset Aziendali API Gateway

L’ esposizione di API, richiede un middleware, denominato API Gateway, di governo delle API esposte con funzioni di:

  • Gateway (esposizione servizi): Autenticazione, Rate limiting, Validazione API, HTTP request logging
  • Analytics: Statistiche di utilizzo, Billing
  • Manager: Dev Portal, API management, Documentation, Partner Mgmt

Esistono moltissime piattaforme open source e/o commerciali, ecco alcuni esempi:

Di seguito uno schema architetturale ripreso dal tutorial di WSO2 :
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Considerazioni per un’Iniziativa “Open API” in Azienda

Ci chiediamo a questo punto quali siano i passi per guidare la trasformazione digitale ed introdurre le API in azienda; di seguito alcune considerazioni preliminari:

  • Quali dati o funzionalità applicative è possibile / opportuno esporre ai partner di business e di canale per rendere più facili le integrazioni di business?
  • Come si possono usare le open API per creare un vantaggio competitivo e produrre valore aggiunto per clienti, fornitori, partner?
  • Si dovrebbero modificare gli attuali accordi sottoscritti per l’utilizzo di dati e/o informazioni al fine di convertirli in “micro sottoscrizioni” verso API pubbliche pagate in modalità “pay per use”?
  • Come possono le open API aiutare gli sviluppatori esterni a portare innovazione di prodotto / servizio ed iniziative “fuori dagli schemi” all’interno dell’azienda?

Errori comuni da evitare

Una volta data una risposta alle domande sopra riportate, è importante tenere presente quali sono gli errori comuni da evitare in un progetto che prevede l’esposizione di API:

  • Scarsa identificazione delle API e confusione tra APIs e WebServices
  • Nessun progetto definito
  • Strategia aziendale non chiara
  • Scarso coinvolgimento del business e dei ruoli chiave
  • Scarsa comunicazione aziendale e/o nessuna KPI
  • Trattare il progetto API come un “progetto IT”

La lista precedente evidenzia, a mio parere in tutti i punti, quanto sia importante il coinvolgimento del management in ogni iniziativa di questo genere.

L’errore più comune è quello di pensare che l’IT da solo, possa portare avanti un progetto API e/o più in generale di trasformazione digitale senza il supporto del business e senza che questo non sia coerente con la strategia aziendale.

Dalla nostra esperienza, la difficoltà più grande è rappresentata dal cambio di approccio del management aziendale.

Concludendo ritengo che i top manager sono coloro che, una volta comprese le potenzialità legate all’esposizione delle API, possono facilmente immaginare e progettare nuovi modelli di business attorno ai dati e servizi esposti dalla propria azienda.

 

Fonti:

https://www.roguewave.com/products-services/akana/api-gateway

https://www.affirm.com/platforms/magento/

https://docs.affirm.com/Integrate_Affirm/Direct_API

 

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